Attentato Tiananmen vendetta contro istruzione moschea

Ci sarebbe il desiderio di vendetta contro la violenta incursione di poliziotti cinesi in una moschea dietro l’attentato che la settimana scorsa è avvenuto a piazza Tiananmen. Secondo quanto ha detto a Radio Free Asia un ex capo villaggio di Aymaq, nella provincia dello Xinjiang, Usmen Hesen, l’attentatore di Tiananmen, che proveniva proprio da quel villaggio, più volte avrebbe annunciato azioni di protesta a causa del raid. L’uomo, il 28 ottobre scorso, si è lanciato in auto, a bordo della quale c’erano anche sua moglie e sua madre, sotto il ritratto di Mao nella più famosa piazza di Pechino, uccidendo anche altre due persone. Giusto un anno prima, il 28 ottobre 2012, la polizia cinese aveva fatto irruzione nella moschea Pilal distruggendone il cortile, alla ricerca di presunti “terroristi” fra le file della minoranza islamica cinese degli uiguri. Hesen, secondo il racconto dell’ex capo villaggio, si distinse poi nella raccolta di fondi per ricostruire la moschea, tenendo anche discorsi pubblici e giurando “vendetta”.

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