Rimosso per corruzione il sindaco di Nanchino

E’ il “sindaco bulldozer” di Nanchino, antica capitale cinese, l’ultima testa a cadere per accuse di corruzione nell’apparato del partito comunista cinese. Ji Jianye, sindaco dal 2010 della città capoluogo della importante provincia orientale cinese del Jiangsu, è stato oggi rimosso dal suo incarico “per gravi violazioni disciplinari”, formula che normalmente identifica i funzionari del partito che vengono accusati di corruzione, abuso di potere e appropriazione indebita. Gli stessi reati per i quali è stato condannato all’ergastolo l’ex sindaco di Chongqing Bo Xilai, in quello che è stato considerato ‘il processo del secolo’ contro uno dei più alti papaveri di Pechino. Già giovedì scorso, il comitato centrale per l’ispezione e la disciplina del partito comunista cinese aveva annunciato una inchiesta sul sindaco, che riguarda fondi per quasi 3 milioni di euro. Nel corso degli anni, sia nella “capitale del sud” (città di otto milioni di persone nella quale era anche vice segretario del partito comunista) che da sindaco di Yangzhou (dal 2001 al 2009), altra importante città della ricca provincia, Ji si è sempre contraddistinto per una poderosa attività di costruzioni di edilizia e infrastrutture. Secondo molti, alche a scapito dei monumenti storici delle città e a vantaggio sempre della stessa società di Suzhou, il cui capo, è da mesi detenuto. Ji è l’ultima testa a cadere nella rete dell’anticorruzione tessuta dall’attuale presidente Xi Jinping. Il presidente cinese, interpretando anche il sentimento popolare, ha dichiarato guerra sia alle ‘tigri’ che alle ‘mosche’, l’appellativo dato rispettivamente agli alti e bassi funzionari del partito considerati corrotti. Secondo dati dell’ufficio del Procuratore Supremo del Popolo, tra gennaio ed agosto sono stati indagati 22.617 casi di corruzione che coinvolgevano 30.938 persone. Sono 129 i funzionari del partito messi sotto indagine. I numeri dei casi rappresentano un aumento del 3,6% rispetto ai primi otto mesi dell’anno scorso. Grazie alle segnalazioni dei cittadini, sono stati scoperti 7.080 casi di corruzione. Sul totale, l’80,8% dei casi sono stati classificati come ‘seri’, un aumento del 5,7% rispetto all’anno scorso. Quest’anno, tra funzionari messi sotto inchiesta per corruzione, ci sono Liu Tienan, ex vice capo della riforma nazionale di sviluppo e riforme; Ni Fake, ex vice governatore della provincia orientale dell’Anhui; Wang Suyi, membro dell’esecutivo del partito nella Mongolia interna e Li Daqiu, della provincia del Guangxi.

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