Furti in college, esame del Dna per 5.000 studenti maschi

Ci dovevano tenere davvero tanto agli oggetti rubati o, almeno all’onore, i vertici del college di Binzhou, città della provincia orientale dello Shandong, se hanno deciso di investire un bella cifra di denaro in una indagine che ha portato a chiedere l’esame del Dna a 5000 studenti maschi per trovare il responsabile di una serie di furti avvenuti nella scuola. Furti – almeno 38 denunciati – che rappresentano un vero e proprio rompicapo per i vertici della scuola. A sparire, soprattutto computer, 35, e telefonini, oltre 20, per un valore di oltre 24.000 euro. Nessuna traccia significativa del ladro, nessun indizio, se non qualche piccolo segno lasciato qua e la. Qualche mozzicone di sigaretta, come quelli che in Cina se ne fumano a milioni. Ma gli investigatori hanno deciso di partire da li, da quei mozziconi e tentare a risalire all’Arsenio Lupin del college. E così, in tre giorni, dal 19 al 21 settembre scorsi, i vertici del college hanno obbligato 5.000 studenti a sottoporsi al prelievo di campioni di sangue che in questi giorni vengono analizzati per estrarne il Dna da confrontare con quello del presunto ladro. Secondo quanto un funzionario di polizia ha raccontato alla televisione cinese, la decisione di raccogliere i campioni del Dna da tutti gli studenti maschi nasce dall’esigenza “di scoprire il colpevole quanto prima e chiarire le incomprensioni tra gli studenti”. Ma la decisione di raccogliere forzatamente i campioni, non è piaciuta a molti studenti che hanno potuto esprimere il loro dissenso solo su internet, non potendosi rifiutare ne’ potendo manifestare la loro opposizione. Preoccupazione anche per la privacy e polemiche anche per il costo dell’operazione, che supera i 6.000 euro. Xiao Chenghai, vice direttore dell’istituto di studi per l’investigazione della China University of Political Science and Law, considera ridicola la decisione. “La polizia – ha detto alla tv – deve prima restringere i sospetti su una persona o più persone, sulla base delle evidenze trovate sulla scena del crimine, invece si stanno raccogliendo i campioni di sangue di tutti gli studenti di sesso maschile per scoprire i possibili sospetti. Che cosa sarebbe successo se il furto fosse accaduto a Pechino? Avrebbero dovuto chiedere ai milioni di residenti di Pechino di dare il sangue per il test del DNA?”. Secondo l’articolo 130 del codice di procedura penale cinese, si possono prendere le impronte digitali o esperire altri esami biologi per le indagini di un reato, al fine di accertare le caratteristiche dei sospettati.

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