Secondo stampa di Hong Kong, da ex colonia britannica nessun blocco a indagini Mediatrade

Il governo di Hong Kong non si sarebbe impegnato a bloccare l’inchiesta sui fondi neri Mediaset nell’ex colonia britannica. E’ quanto scrive stamattina il maggiore quotidiano in lingua inglese di Hong Kong, il South China Morning Post, sui risvolti locali delle dichiarazioni dell’ex senatore Sergio De Gregorio, secondo cui il governo di Hong Kong avrebbe fatto pressioni sulla magistratura locale, su richiesta del senatore, affinché si bloccassero indagini su fondi neri Mediaset. Il giornale riporta, citando “due interviste trascritte”, la storia della mediazione che De Gregorio avrebbe tentato nei confronti di Monsignor Parolin (a suo tempo incaricato dei rapporti con i Paesi orientali e da poco nominato da Papa Francesco nuovo Segretario di Stato Vaticano), affinché Donald Tsang, l’ex capo del governo di Hong Kong in carica nel 2008, potesse avere udienza con Papa Ratzinger. Tsang, cattolico, non era mai riuscito ad incontrare il pontefice ma, grazie alla mediazione degli ex rappresentanti di Hong Kong all’Ue, Duncan Pescod e Mary Chow Shuk-ching, tramite De Gregorio sarebbe riuscito a farsi fissare un appuntamento nel 2008, poi cancellato all’ultimo momento per le pressioni del governo di Pechino. Un altro appuntamento, anche questo cancellato, sarebbe stato ottenuto da Tsang in Vaticano nel 2010. In cambio, ci sarebbe stato l’impegno delle autorità di Hong Kong di bloccare l’inchiesta sui fondi neri Mediaset. Tsang, secondo quanto scrive il South China Morning Post, ha negato ieri di conoscere De Gregorio e di aver mai chiesto udienza al Papa. La circostanza della richiesta dell’udienza invece è stata confermata da Pescod allo stesso quotidiano, pur sottolineando che lui disse chiaramente al senatore (dice di non ricordarsi il nome, avendo incontrato diverse persone) che il governo di Hong Kong non si sarebbe mai impegnato a bloccare una inchiesta della magistratura. “Fu detto al senatore che la magistratura a Hong Kong – ha detto Pescod al giornale – opera senza interferenze dal governo che separa le funzioni esecutive da quelle giudiziarie”. Pescod ha aggiunto che anche la sua collega ha smentito la promessa dell’interessamento governativo.

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