Cacciato, per corruzione, controllore gestione beni statali

Le autorità cinesi hanno annunciato oggi la rimozione da tutti i suoi incarichi per Jiang Jiemin, capo della Sasac (State-owned Asset Supervision and Administration Commission), che controlla la gestione degli asset statali. Il comunicato dell’agenzia Nuova Cina parla di ”sospette serie violazioni disciplinari”, una formula usata per i casi di corruzione. Jiang è il primo papavero di Pechino a livello ministeriale ad essere messo sotto inchiesta dal partito comunista cinese dopo l’ascesa al suo vertice di Xi Jinping l’anno scorso. Jiang è stato presidente del più grande colosso petrolifero cinese, China National Petroleum Corp (Cnpc), e proprio in questa sua veste si sarebbero verificati gli episodi di corruzione. I suoi uffici avrebbero anche risarcito le due ragazze che si trovavano in una Ferrari di proprietà del figlio del segretario dell’ex presidente Hu Jintao, che si schiantò a Pechino l’anno scorso, ferendo le due donne (una trovata nuda, l’altra semisvestita), mentre il giovane perse la vita.

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