Guera dei dazi Ue-Cina: Bruxelles li impone sui pannelli solari cinesi, Pechino li pensa sul vino europeo

L’Ue va alla guerra dei dazi con la Cina sui pannelli solari, ma le concede – e si concede – due mesi in piu’ prima di pigiare sul bottone rosso, gesto che potrebbe provocare rappresaglie cinesi in altri settori come temuto dalla maggior parte dei paesi Ue contrari all’operazione guidati dalla Germania. I dazi antidumping decisi oggi dalla Commissione europea che entreranno in vigore dal 6 giugno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale Ue domani saranno infatti solo dell’11,8%, mentre schizzeranno in media al 47,6% solo tra due mesi, a partire dal 7 agosto. L’idea di Bruxelles e’ che Pechino e le sue imprese sfruttino – ma da una posizione di inferiorita’ – quella che il commissario al commercio Karel De Gucht ha definito una ”finestra di opportunita”’ per ”trovare un soluzione amichevole”. Questa, per essere accettabile, dovra’ tenere conto, ha avvertito il commissario, di ”una combinazione di iniziative sui prezzi e sui volumi” commerciali. I dazi provvisori, infatti, colpiranno un centinaio di aziende cinesi in modo diverso (dal 37,2% al 67,9%) a seconda del loro grado di collaborazione nell’indagine antidumping aperta da Bruxelles lo scorso settembre. Secondo i risultati preliminari dell’inchiesta Ue, tra il 2009 e il 2012 una cinquantina di aziende europee hanno chiuso, mentre il materiale fotovoltaico cinese esportato in Europa e’ stato venduto a un prezzo in media dell’88% inferiore al suo normale valore di mercato, permettendo cosi’ alle imprese cinesi aiutate dallo stato di occupare una fetta del mercato Ue pari all’80%. ”E’ una boccata d’ossigeno a un settore in sofferenza”, ha affermato de Gucht, che nonostante la contrarieta’ di circa 18 paesi su 27 – ma con a favore Italia, Francia e Spagna – ha deciso di andare avanti: le decisioni Ue ”non devono essere ispirate dalla paura ma dalla nostra legislazione, io – ha avvertito il commissario – faccio il mio lavoro, non mi piego sui miei principi”. Se la decisione di De Gucht e’ stata accolta ”con sollievo” dall’associazione Eu ProSun, all’origine dell’intervento di Bruxelles, per Afase, invece, che ha gia’ iniziato una raccolta firme contro la decisione Ue, portera’ alla perdita di ulteriori posti di lavoro. Ma a inquietarsi sono soprattutto gli altri settori, come il vino, dove, ricorda Coldiretti, pende la minaccia di dazi cinesi. In realta’ l’Ue ha gia’ in vigore dazi su 54 prodotti di Pechino, mentre quest’ultima ne ha 15. La decisione finale Ue sui dazi sul fotovoltaico dovra’ essere presa entro il 5 dicembre, ma allora potra’ essere bloccata dalla maggioranza semplice degli stati membri.

fonte: ANSA

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