Obama e Xi Jinping in “ritiro” in California

”Siamo di fronte a un nuovo storico inizio delle relazioni tra Cina e Stati Uniti”: Xi Jinping, non ancora leader massimo di Pechino, lo aveva detto a chiare lettere subito dopo il caloroso incontro a Washington con Barack Obama, nel febbraio 2012. Ebbene, la nuova fase ora sta per iniziare davvero. Xi ‘L’Americano’ – questo il soprannome per i suoi trascorsi in Usa – nel frattempo e’ divenuto presidente. E fra poco meno di un mese sara’ di nuovo negli Stati Uniti. Dal 7 all’8 giugno incontrera’ di nuovo Obama, ma non a Washington. I due si ‘ritireranno’ lontano da occhi indiscreti, in un ranch della California: Rancho Mirage, una distesa di 80 ettari dove si trova la residenza Sunnylands, che in passato ha ospitato anche Richard Nixon e Ronald Reagan. Un appuntamento a sorpresa e inusuale quello tra Obama e Xi. ”Il presidente aveva gia’ in programma una serie di incontri sulla West Coast, e la California ci e’ sembrato un posto opportuno per l’incontro tra i due presidenti, in una residenza privata dove potranno discutere in tranquillita’ e in maniera approfondita”, spiegano alla Casa Bianca. Mentre a Pechino si sottolinea come la California sara’ l’ultima tappa di un tour nel continente americano che portera’ Xi anche a Trinidad Tobago, Costa Rica e Messico. Cosi’ sarebbe nata l’idea di un vertice ‘informale’ tra i due leader. E’ facile intuire che si trattera’ di un faccia a faccia da cui il cosiddetto G2 uscira’ comunque rafforzato, con l’obiettivo di creare su molte questioni un asse che detti la linea anche al tavolo del G20 di settembre a San Pietroburgo. Certo, tra Washington e Pechino le distanze restano in alcuni casi enormi e gli interessi fortemente contrastanti. Ma con Obama e Xi il dialogo sembra possibile. Sul tavolo tantissimi delicati dossier, a partire dalle situazioni internazionali piu’ ‘calde’: Corea del Nord, Siria, Iran. Ma anche le tensioni tra Tokyo e Pechino nel Mar della Cina. Obama – spiegano alla Casa Bianca – vorra’ poi affrontare con determinazione due questioni che continuano a minare i rapporti tra i due Paesi: i cyberattacchi che colpiscono ormai in maniera massiccia le istituzioni e le grandi imprese americane, con Washington che punta il dito proprio su Pechino; e la cosiddetta ‘guerra dei cambi’, con l’amministrazione Obama che da anni accusa quella cinese di svalutare lo yuan nei confronti del dollaro danneggiando gravemente il commercio Usa. Scogli non facili da superare: ma molti osservatori sono pronti a scommettere che Obama e Xi sapranno capirsi molto piu’ di quanto accaduto tra i leader del passato. E’ probabile che sul tavolo ci sia anche il dossier Africa, dove la Cina ha enormi e crescenti interessi e dove Obama si rechera’ a fine giugno, per la seconda volta da presidente, visitando Senegal, Sudafrica e Tanzania. Certo, il presidente americano di fronte a Xi non potra’ esimersi dall’esortare ancora una volta la Cina sul fronte del rispetto dei diritti umani. Ma anche su questo punto la Casa Bianca ha fiducia nella nuova leadership di Pechino, convinta che passi in avanti potranno essere fatti rispetto al passato. ”Vogliamo rafforzare la cooperazione, gestendo le differenze in modo costruttivo negli anni a venire”, sottolinea la Casa Bianca. E dal 26 al 28 maggio prossimo Thomas Donilon, consigliere di Obama per la sicurezza nazionale, sara’ a Pechino per preparare il ‘ritiro’ californiano dei due leader.

fonte: ANSA

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