Stop alla detenzione di chi segnala soprusi in Cina. Sarà vero?

In Cina spesso che si reca presso uffici pubblici per denunciare o lamentare soprusi, ingiustizie o corruzione corre il rischio di essere arrestato, spedito in campi di lavoro senza accuse formali o di subire pressioni o violenze per essere dissuasi. Ora il partito comunista cinese ha deciso di voltare pagina. Secondo quanto dichiarato da Zhang Shaolong, membro della Commissione centrale per la disciplina del partito, le autorita’ non sono autorizzate a detenere coloro che a qualsiasi livello e in qualsiasi ufficio pubblico chiedano audizione e presentino lamentele, petizioni, denunce o semplici segnalazioni. Zhang ha anzi affermato che le segnalazioni dovrebbero essere sempre ben accolte dagli uffici governativi, specie da quelli che sono deputati alla lotta contro la corruzione, in quanto e’ spesso proprio da questo tipo di denunce che si riescono a scovare i corrotti. Tra tutti i casi che lo scorso anno sono stati oggetto di indagine, circa il 41,8% sono stati individuati grazie a rapporti e segnalazioni della gente online, ma anche attraverso lettere e telefonate. Nell’ottobre 2009 la commissione per la disciplina di partito inauguro’ un sito internet, 12388.gov.cn, proprio con l’intento di raccogliere indicazioni e informazioni dalla gente. Zhang ha poi anche ammesso che alcuni funzionari statali hanno talvolta cercato di dissuadere la gente dal firmare petizioni o rivelare fatti per loro ”scomodi”. Ma ha aggiunto che tale comportamento deve essere fermamente condannato e combattuto. Un articolo del Giornale del Popolo ha rivelato che diversi denuncianti sono stati arrestati negli ultimi due mesi dal governo della contea di Hai’an, nella provincia del Jiangsu, per aver cercato di contattare i membri dell’ufficio anticorruzione. Una donna che aveva provato a entrare nell’ufficio il 28 marzo scorso venne bloccata e portata via e costretta a salire con la forza su un’autovettura. La detenzione, spesso illegale, di coloro che promuovono o firmano petizioni o lamentele e’ divenuta negli ultimi anni molto diffusa nel Paese. E si e’ arrivati perfino a casi, rivela il professor Wang Yukai, dell’Accademia cinese per l’Amministrazione, di bande di criminali che hanno offerto i loro ”servigi” ai funzionari per individuare ed eventualmente ”fermare” con metodi ”non ortodossi” coloro che denunciano. Ma negli ultimi tempi qualcosa ha iniziato a muoversi. Lo scorso mese di febbraio dieci addetti pubblici sono stati condannati per aver trattenuto in arresto senza motivo quattro persone che si erano recate a Pechino dalla provincia dell’Henan solo per presentare una lamentela.

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