Chen Guangcheng denuncia vessazioni contro fratello

Il dissidente cinese non vedente, Chen Guangcheng, che l’anno scorso riuscì a fuggire dagli arresti domiciliari, a rifugiarsi nell’ambasciata americana e poi a partire per gli Stati Uniti dopo un braccio di ferro fra Washington e Pechino, ha denunciato oggi alla stampa che il fratello – che vive nella Repubblica popolare – da una decina di giorni è oggetto di angherie e vessazioni da parte delle forze di sicurezza. Gli attacchi a Chen Guangfu, 56 anni, che abita nel villaggio di Dongshigu, sono iniziati il 18 aprile scorso, con lanci di pietre, bottiglie, carcasse di pollame contro la sua casa, e sono proseguiti fino a oggi ha proseguito il dissidente, parlando da New York, dove studia Legge. “Questo è un Paese di banditi, non è un Paese dove vige la legge”, ha detto. “Se hai dei principi, e fai quello che è giusto, perché devi avere paura della gente? – ha aggiunto -. E poi cosa significano questo genere di attacchi notturni?”, ha continuato a chiedersi il dissidente, definendo gli autori di questi episodi come dei “ladri” o della “gente che ha una visione del mondo ristretta”. E questo, aggiunge, è quello che è diventato il Partito Comunista cinese”.

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