Giornalista conferma accuse su torture in campi di lavoro

In un’ intervista al China Women’s Newspaper, il giornale della Federazione delle donne cinesi, il giornalista che ha denunciato la pratica sistematica della tortura in un campo di lavoro femminile ha confermato le sue accuse. Il servizio del reporter, che si chiama Yuan Ling, è stato pubblicato dal giornale online Lens, ed è scomparso da Internet dopo poche ore. Nell’ articolo veniva citato il diario che una detenuta è riuscita a portare fuori dal campo di lavoro (laojiao in cinese) di Masanjiao, nella provincia nordorientale del Liaoning. Nel diario la donna descrive con un agghiacciante realismo le torture alle quali le detenute vengono sottoposte dai secondini. Le rivelazioni di Lens hanno avuto una forte eco su Internet e hanno rilanciato il dibattito sui “laojiao”, gli istituti di “rieducazione attraverso il lavoro” dei quali il premier Li Keqiang ha promesso l’ abolizione. Una condanna fino a quattro anni di detenzione in un laojiao può essere decisa in via amministrativa dalle autorità di polizia, senza che sia necessario un processo. Attualmente si calcola che 190mila persone, in gran parte piccoli criminali e prostitute, si trovino nei laojiao. Le autorità del Liaoning hanno aperto un’ inchiesta sulla vicenda, secondo i media cinesi.

fonte: ANSA

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