Donna si autoimmola pe ril Tibet, quattordicesimo atto da gennaio

Nuova immolazione per il Tibet e ancora una donna che compie l’atto estremo di protesta. Secondo fonti della dissidenza tibetana, una donna di 33 anni, Kal Kyi, madre di quattro bambini, si è autoimmolata nei pressi del monastero di Jonang a Zamthang (Rangtang per i cinesi), nella prefettura di Ngaba (Aba per i cinesi) nella provincia sud occidentale del Sichuan. La donna è morta poco dopo, intorno alle 15.30 locali e il suo corpo è stato portato nel monastero, per evitare che cadesse nelle mani delle autorità cinesi. L’anno scorso, nello stesso posto, un’altra donna coetanea di Kal Kyi, Rikyo, si diede alle fiamme per protestare contro l’occupazione cinese del Tibet e chiedere il ritorno del Dalai Lama. Quella di ieri è la centodecima immolazione dal febbraio 2009, da quando questi atti estremi sono cominciati, la quattordicesima dall’inizio di quest’anno. Kal è la sedicesima donna ad immolarsi dal 2009, l’ultima era stata Kunchok Wangmo lo scorso 13 marzo, sempre a Ngaba.

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