Oltre 300 milioni di aborti in Cina dal 1971

I medici cinesi hanno eseguito 336 milioni di aborti dal 1971 ad oggi, secondo dati shock diffusi oggi dal ministero della Sanità di Pechino. La cifra si avvicina a quella più volte ripetuta da responsabili del governo, secondo i quali senza la politica di rigido contenimento delle nascite varata dall’inizio degli anni Settanta oggi i cinesi sarebbero 400 milioni in più degli 1,3 miliardi rilevati dall’ultimo censimento, realizzato tre anni fa. Secondo dati riportati dal Financial Times, dal 1973, anno in cui fu legalizzato l’aborto, ad oggi, negli Usa, che hanno una popolazione di 315 milioni di persone, sono stati realizzati 50 milioni di aborti. I dati diffusi a Pechino rivelano inoltre che nello stesso periodo 196 milioni di uomini e donne cinesi sono stati sterilizzati e che 403 milioni di donne sono ricorse alle spirali intrauterine per evitare gravidanze indesiderate. La legge che impone pesanti multe alle coppie urbane che hanno più di un figlio, la cosiddetta ‘regola del figlio unico’, è stata introdotta nel 1978, in coincidenza con l’ inizio del processo di apertura dell’economia agli investimenti esteri. Domenica scorsa è stato annunciato lo scioglimento della Commissione per la pianificazione familiare, che verrà assorbita dal ministero della Sanità. Secondo alcuni potrebbe essere il preludio all’abolizione della legge sul figlio unico, che per il momento rimane in vigore. La legge è estremamente impopolare in Cina anche perché spesso è stata applicata con metodi violenti dalle autorità. Nel 2005 l’ attivista democratico Chen Guangcheng, emigrato negli Usa l’anno scorso dopo essere stato per oltre tre anni in prigione, denunciò le violente pratiche delle autorità della sua provincia natale dello Shandong. Decine di donne erano state costrette ad abortire, alcune contro l’opinione dei medici, per rispettare il tetto alle nascite imposto dal centro alla provincia. Vicini e parenti delle donne sospettate di essere incinte, furono arrestati e in alcuni casi torturati dalla polizia dello Shandong nel tentativo di ottenere informazioni. Inoltre la legge, unita alla tradizionale preferenza delle famiglie cinesi per i figli maschi, ha portato ad un pesante squilibrio tra i sessi, con 34 milioni di maschi in più delle femmine. Negli ultimi anni la struttura della popolazione è cambiata, soprattutto a causa del tumultuoso processo di urbanizzazione, che ha portato oltre la metà della popolazione a vivere nelle città. Secondo il sociologo Ken Peng, ora essa “assomiglia più a quella di un Paese sviluppato che a quella di un Paese in via di sviluppo”, e il rapido invecchiamento della popolazione ha reso anacronistica la legge sul figlio unico.

Fonte: Beniamino Natale per ANSA

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