Quadreni e divise scolastiche trattati con sostanze cancerogene. E cresce preoccupazione

E’ allarme fra genitori e studenti di diverse scuole cinesi dopo la recente scoperta che alcune partite di quaderni e di uniformi scolastiche in diverse parti del Paese conterrebbero sostanze tossiche capaci persino di provocare il cancro. Gia’ da qualche giorno a Shanghai si erano diffuse notizie circa la pericolosita’ di alcune uniformi scolastiche. Oggi l’ultimo allarme e’ scattato a Pechino, dove un’indagine condotta da un quotidiano locale, l’Evening News, ha messo sotto accusa i quaderni che i bambini usano per i compiti a casa. Bianchi, con pagine lucenti e brillanti, conterrebbero sostanze tossiche con metalli pesanti molto nocive per la salute. Sei, almeno sinora, le marche locali incriminate, di cui pero’ non si conosce il nome. Prodotti che, comunque, non avrebbero mai lasciato la Cina. ”Il problema – ha detto ad un quotidiano cinese Gong Yan, professore dell’istituto di moda e tecnologia di Pechino – e’ che le aziende produttrici per tagliare i costi non effettuano il normale processo di sbiancatura della carta ma per ottenere lo stesso effetto aggiungono delle sostanze fluorescenti, che sono pericolose per la salute”. Nel Paese, in verita’, sono in vendita quasi ovunque i quaderni con carta ecologica ma, assicurano i venditori, quasi nessuno li vuole. Sono considerati gialli, brutti e poco appetibili. E in aggiunta costano di piu’ di quelli normali, che sono esteticamente piu’ belli, ma tossici. Il costo basso e soprattutto il colore accattivante di quelli bianchi, li rende piu’ appetibili sul mercato. In Cina mancano norme precise sulle sostanze da usare o meno per la produzione di libri e quaderni e quindi tutto e’ ancora piu’ confuso. Eppure il problema, dicono gli esperti, non dovrebbe essere trascurato. Le sostanze tossiche come quelle rinvenute nei quaderni cinesi sono cancerogene e possono provocare problemi di vario genere a chi ne venga lungamente a contatto, compresi problemi agli occhi e alla pelle. Stessi problemi che possono incontrare i bambini che indossano tessuti trattati con sostanze pericolose. In 41 scuole di Shanghai e’ scattato, per oltre 26.000 studenti, l’ordine di non indossare le loro uniformi, dopo che alcuni test effettuati su campioni di stoffa analoghi a quelli usati per produrle avevano evidenziato tracce di sostanze tossiche. L’azienda produttrice, la Shanghai Ouxia Clothing, e’ stata chiusa ed e’ stata aperta una indagine. Ai presidi, il compito di ritirare le uniformi e di informare i genitori, anche quelli i cui figli non indossavano uniformi pericolose. ”Il preside ci ha informato – dice all’ANSA Hong Fei – che la scuola di nostro figlio non usa quelle uniformi, ma chi ce lo garantisce? Qui non si riesce mai a sapere niente di vero sull’uso di queste sostanze”. ”Le uniformi scolastiche nuove che ho comprato – ha raccontato allo Shanghai Daily uno studente di una scuola superiore di Shanghai – hanno un odore disgustoso, come se fossero ricoperte di vernice nuova. Sono troppo a buon mercato, non c’e’ da meravigliarsi se ci sono problemi con la qualita”’. Non sembra che l’azienda, che ha prodotto divise per molte scuole cinesi negli ultimi 5 anni, abbia mai esportato uniformi all’estero. In Cina, le scuole acquistano le uniformi dalle aziende in base a prezzi stabiliti dal governo. Mediamente una uniforme completa costa alla scuola 150 yuan (circa 18 euro) per le scuole elementari e medie, e circa 250 yuan (circa 28 euro) per le scuole superiori. Secondo alcuni esperti del settore, molte fabbriche di abbigliamento preferiscono non produrre e vendere le uniformi a causa del profitto troppo basso che ne ricavano. Le uniformi quindi, nel 90% dei casi, sono prodotte da piccole fabbriche che spesso pur di guadagnare di piu’ non rispettano gli standard minimi di qualita’.

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