Governo cinese riconosce l’esistenza dei “villagi del cancro”

Puzza di morte lo sviluppo vertiginoso della Cina che ha disseminato, lungo la scia della crescita a due cifre, un numero imprecisato di luoghi spettrali definiti dalla gente, mormorando appena, ‘villaggi del cancrò. Oggi, l’ammissione ufficiale del governo, che ne ha riconosciuto l’esistenza e li ha chiamati per la prima volta con il loro nome. In un rapporto pubblicato questa settimana e allegato al piano quinquennale 2011-2015, Pechino cerca, a tratti, di usare toni soft, parlando di “sostanze chimiche tossiche e nocive che hanno provocato numerose situazioni di emergenza per l’acqua e l’atmosfera…”, ma poi parla apertamente di “villaggi del cancro” scendendo a patti con la realtà di una definizione largamente diffusa tra la gente e anche tra i media. Soprattutto dopo la pubblicazione, nel 2009, da parte di un giornalista cinese, di una sorta di mappa della morte con centinaia di “villaggi del cancro”, per l’esattezza 459. E il cancro, una volta raro, è divenuto, riporta la ricercatrice cinese trapiantata negli Usa Shelley Yang, la maggiore causa di morte nella Cina urbana e rurale, con un tasso di mortalità cresciuto dell’80 per cento negli ultimi 30 anni. Moltissime fabbriche sono costruite sulle rive dei fiumi e il 40 per cento di essi sono inquinati, si legge sul sito TeaLeafNation, che parla anche di un 55 per cento delle falde compromesse. Gli abitanti dei ‘villaggi del cancro’, concentrati sullo Yellow, sullo Yangtze e sul fiume Hai, sono costretti a berla, quell’acqua, e a usarla per cucinare. Oltre a sopportare un’aria irrespirabile densa di polveri sottili e a vivere in un ambiente assediato dagli scarti industriali. Il governo cinese riconosce, nel documento, che “prodotti chimici, tossici e nocivi”, normalmente vietati in occidente, sono utilizzati in Cina e “mettono potenzialmente a rischio la salute umana e l’ambiente nel lungo periodo”. Wang Canfa, avvocato e specialista di questioni ambientali che dirige un centro di aiuti alle vittime dell’inquinamento a Pechino conferma che è la prima volta che il termine “villaggi del cancro” appare in un documento del ministero. E ciò, secondo la sua valutazione “mostra che il ministero dell’Ambiente ha riconosciuto che l’inquinamento provoca il cancro”. L’insofferenza della gente, sempre più diffusa, ha forse ‘costretto’ le autorità e prendere atto del prezzo abnorme pagato allo sviluppo. Se questo si tradurrà in un aggiustamento di rotta ‘ambientale’, è una scommessa aperta.

fonte: ANSA

1 Commento

Archiviato in Diritti incivili, Polluzione (che dall'inglese significa l'inquinamento)

Una risposta a “Governo cinese riconosce l’esistenza dei “villagi del cancro”

  1. Pingback: Greenpeace chiede di fermare i ‘villaggi del cancro’ | ParteCineseParteNopeo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...