Arriva il sindacato nella fabbrica dei suicidi

Svolta alla Foxconn, il colosso tristemente noto come ‘la fabbrica dei suicidi’ e diventato un simbolo delle pessime condizioni dei lavoratori nella Cina del miracolo economico: l’azienda si è impegnata a permettere ai suoi dipendenti di costituire un “vero” sindacato, una prima assoluta in Cina. In un comunicato diffuso oggi a Taiwan, dove si trova il suo quartier generale, l’impresa afferma che le elezioni per i rappresentanti sindacali, che si terranno quest’anno e nel 2014, avranno luogo “senza interferenze” da parte della direzione. La Foxconn, che è di proprietà della Hon Hai Precision Industry di Taipei, produce componenti per alcune delle più importanti imprese elettroniche del mondo, tra cui la Apple, la Sony e la Hewlett Packard. Una buona parte dei suoi 1,2 milioni di dipendenti cinesi lavora alla produzione degli iPhone e degli iPad. La decisione di aprire ai sindacati è frutto dell’intervento della Fair Labor Association (Fla), un’organizzazione non governativa americana, richiesto dalla Apple nel 2010, quando si scoprì che un gran numero di giovani dipendenti della Foxconn si era tolto, o aveva tentato di togliersi, la vita. Quella vicenda fruttò alla Foxconn il macabro soprannome di “fabbrica dei suicidi”. In Cina, i suoi operai sono in genere giovani immigrati dalle aree più povere del Paese. Nelle fabbriche del sud, la regione più industrializzata del Paese, gli operai vivono come prigionieri negli enormi complessi dell’ azienda, dove dormono, mangiano e trascorrono il poco tempo libero. Nelle fabbriche della Foxconn, come peraltro in quelle di altre imprese industriali locali e straniere che operano in Cina, i turni di lavoro sono massacranti, e gli straordinari obbligatori e malpagati. Dopo le proteste del 2010-11 le condizioni di vita e di lavoro degli operai cinesi sono solo leggermente migliorate, secondo le organizzazioni internazionali che si occupano delle condizioni dei lavoratori. Nel comunicato emesso oggi a Taipei, la direzione afferma che “aumenterà il numero dei rappresentanti dei giovani lavoratori” nei sindacati. In Cina è autorizzato ad operare un solo sindacato, controllato dal Partito Comunista Cinese. Dopo l’ondata di proteste del 2010-2011, le autorità hanno tollerato la nascita di embrioni di sindacati eletti direttamente dai lavoratori. La maggior partecipazione degli operai alla scelta dei loro rappresentanti è una delle raccomandazioni rivolte dalla Fla all’ impresa taiwanese. La Foxconn sostiene che il 70% dei 188 rappresentanti sindacali delle sue fabbriche nel sud della Cina sono già “lavoratori di prima linea”. Ma la direttrice del sindacato della Foxconn in Cina Peggy Chen – secondo fonti cinesi citate oggi dal Financial Times – ha lavorato in passato nel management dell’azienda, al quale sarebbe rimasta legata. C’é scetticismo comunque da parte di molti che le promesse della Foxconn possano portare ad un effettivo cambiamento, visti anche i risultati fallimentari di esperimenti ‘analoghi’ in passato. “La Foxconn non è la prima compagnia in Cina che prova a tenere ‘elezioni democratiche’ “, ha detto alla Reuters Anita Chan, professore al Centro di ricerche cinesi dell’Università di Sydney, citando ad esempio mosse simili di marchi come Reebok, Walmart e Honda. “Se ne parlò molto al momento delle elezioni sindacali ma tutto si risolse in un nulla di fatto e fu solo un’operazione di immagine…”.

SCHEDA
Potrebbe essere una vera svolta l’apertura ai sindacati annunciata oggi dalla Foxconn, soprannominata la “‘fabbrica dei suicidi” e del “sudore” per le condizioni di lavoro e di vita dei suoi operai. Di proprietà della taiwanese Hon Hai Precision, la Foxconn possiede solo in Cina 13 impianti industriali, distribuiti in nove città, la maggior parte tra le province meridionali del Guandong, Fujian e Zhejiang che sono il cuore dell’industria esportatrice cinese. La più grande, che è stata anche la prima aperta in Cina nel 1988, è quella di Shenzen – nota anche come Foxconn City o iPod City – che ha più di 300 mila dipendenti. In tutto dà lavoro a più di un milione di lavoratori nella Cina continentale, più altri 200 mila in altre fabbriche in Europa e America Latina. Nota per la produzione di iPod, iPhone e iPad, Foxconn è una delle più grandi produttrici al mondo di componenti per l’alta tecnologia. Fondata nel 1974, la Foxconn è arrivata in Cina alla fine degli anni ’80, ma la svolta e’ arrivata nel 2001 quando Intel le ha affidato la produzione delle schede madri per i computer, per le quali rimani oggi uno dei ‘brand’ più noti. Oggi dalle fabbriche del gruppo taiwanese escono anche Ps2, Playstation Vita, Ps3, Wii, Nintendo 3DS, Xbox 360, Amazon Kindle e i televisori a cristalli liquidi Bravia della Sony. La Foxconn è stata spesso al centro dei ‘rumors’ che precedono i lanci dei nuovi prodotti Apple, l’ultimo dei quali risale al dicembre scorso e riguarda il nuovo televisore della ‘mela morsicata’ che dovrebbe finalmente arrivare nel 2014. Ma non è la prima volta che annunci come questi si rivelano infondati.

fonte: ANSA

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