Legge del figlio unico: donne costrette ad impianto spirale

Donne costrette ad adottare misure di controllo delle nascite, in cambio della registrazione del primo figlio sul libretto di famiglia. Secondo quanto denuncia un lungo editoriale del Global Times, in alcune province cinesi e’ piuttosto diffusa la pratica in base alla quale le autorita’ impongono alle donne di sottoporsi all’applicazione della spirale contraccettiva se vogliono ottenere il cosiddetto ”hukou”, cioe’ la registrazione del nuovo nato sul libretto familiare. Dopo le rimostranze di numerose donne che si sono lamentate della pratica coercitiva, rivendicando di voler decidere autonomamente se e come ricorrere alla contraccezione, un gruppo di 13 avvocati ha formalmente richiesto all’autorita’ cinese per la pianificazione familiare di sospendere tali pratiche coercitive. ”Non c’e’ nessuna legge – ha detto l’avvocato Zhang Lijuan al Global Times – che stabilisca che una donna debba sottoporsi all’impianto della spirale per ottenere la registrazione sull’hukou del suo primo figlio”. La spirale e’ uno dei principali metodi di controllo delle nascite in Cina, specie nelle zone rurali. Secondo i dati forniti dal Ministero della Sanita’, nel solo 2009 7,8 milioni di donne cinesi sono state sottoposte all’intervento per l’inserimento della spirale. Gli impianti forzati hanno cominciato ad essere effettuati negli anni ’80 per impedire alle donne di avere un secondo figlio. Una donna della provincia dello Jiangxi ha raccontato che dopo essere stata ”invitata” a sottoporsi all’inserimento della spirale per poi poter ottenere la registrazione del suo primogenito, lei e suo marito hanno chiesto spiegazioni alla commissione per la pianificazione familiare sentendosi rispondere che l’intervento si rendeva necessario ”in quanto lei non aveva provato ad usare un contraccettivo efficace di lunga durata”. ”Ho detto ai medici che potevo provvedere da sola ad adottare misure per evitare un secondo figlio – ha raccontato un’altra donna della provincia dell’Hubei – ma mi hanno detto che se mi fossi rifiutata non avrei ottenuto i documenti di cui avevo bisogno. Suonava come una minaccia e quindi non ho avuto altra scelta che farlo”. La liberta’ delle donne in tema di sessualita’ e contraccezione ha cominciato in Cina ad essere limitata nel 1979 quando e’ stata introdotta la legge del figlio unico che prevede che le coppie possano avere solo un figlio. Eccezioni sono ammesse per le coppie delle zone rurali se il primo figlio e’ femmina, e in altri pochi casi. Le autorita’ sostengono che la legge del figlio unico ha impedito, dal 1979 al 2011, circa 400 milioni di nascite. Prima del 1979 lo Stato, per cercare di frenare le nascite, incoraggiava la sterilizzazione maschile, considerata pero’ piu’ rischiosa e con maggiori effetti collaterali. Una legge controversa quella del figlio unico che se da un lato e’ apprezzata tuttora da chi considera indispensabile un controllo delle nascite in un paese che gia’ conta oltre un miliardo di persone, dall’altro e’ malvista da chi la vede in contrasto con la liberta’ personale. Inoltre, al di la’ dei problemi etici e relativi alla liberta’ di scelta, c’e’ anche chi solleva, a proposito della spirale, problemi relativi alla salute temendo che alcuni di questi dispositivi, specie a lungo andare, possano causare infezioni o altri problemi.

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