Beffa di dissidenti: a cena dalla moglie (agli arresti domiciliari di fatto) del Nobel per la Pace Liu Xiaobo (che si trova ancora in carcere)

In un’audace sfida al governo cinese, quattro dissidenti sono riusciti a superare i controlli della polizia e hanno raggiunto Liu Xia, la moglie del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, tenuta illegalmente agli arresti domiciliari da oltre due anni. Si tratta della prima volta che dei dissidenti provano con successo a violare gli arresti domiciliari, una misura usata con frequenza dalla potente polizia cinese. Liu Xia, 53 anni, è rinchiusa nel suo appartamento alla periferia di Pechino dall’ ottobre del 2010, quando fu annunciato che suo marito – che sta scontando una condanna a 11 anni di prigione per “sovversione” – aveva ricevuto il premio Nobel per la pace. Il 28 dicembre scorso, dopo un’ accurata preparazione, i quattro attivisti sono riusciti ad eludere la sorveglianza dei poliziotti che stazionano in permanenza davanti all’ appartamento della donna. Sfruttando il cambio della guardia tra due gruppi di agenti, i dissidenti sono riusciti a parlare per qualche minuto con la donna e a filmarla (il filmato è visibile su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=MVnKQReMqKo). Liu Xia non è accusata di alcun reato, non è mai stata processata e la sua detenzione è tecnicamente illegale. Le detenzioni extragiudiziali, o “sparizioni”, sono state largamente usate dalla polizia cinese negli ultimi anni, quando la responsabilità della sicurezza era affidata al discusso Zhou Yongkang, che si è dimesso dalla sua carica in novembre, quando il 18/mo congresso del Partito Comunista ha dato il via al rinnovamento dei vertici. E’ stato ipotizzato che la detenzione di Liu Xia – che non può ricevere visite, non può uscire senza essere accompagnata dagli agenti e alla quale è stato concesso solo saltuariamente di visitare la madre, vecchia e malata – sia uno strumento di pressione sul marito, che il governo vorrebbe convincere ad espatriare. Nel video, la donna appare invecchiata e spaventata. Non parla mai rivolgendosi alla telecamera ma solo sottovoce, nell’ orecchio, ai sui visitatori. Dopo pochi minuti, aspettandosi da un momento all’ altro l’ arrivo del nuovo “picchetto” di guardia, gli attivisti si sono allontanati. Dell’ impresa sono stati protagonisti l’ attivista anti-Aids Hu Jia, la blogger Liu Di, lo storico Xu Youyu e il dissidente Hao Jian. Hu Jia, che ha trascorso oltre anni in prigione, anche lui condannato per “sovversione”, e Xu Youyu sono tra i firmatari del documento pro-democrazia Charta08, redatto e promosso da Liu Xiaobo.

fonte: ANSA

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