Pressioni a moglie di Liu Xiaobo: andate in esilio

Le autorità cinesi stanno cercando di costringere Liu Xiaobo, il premio Nobel per la pace detenuto, ad accettare di andare in esilio esercitando forti pressioni sulla moglie Liu Xia. Lo ha denunciato alla rete televisiva Bbc una fonte vicina alla famiglia del dissidente. La donna è detenuta da due anni agli arresti domiciliari nel suo appartamento alla periferia di Pechino dove, secondo la fonte, due poliziotti vivono in pianta stabile. Alla donna è permesso di uscire solo per andare a trovare la vecchia madre, sempre accompagnata da agenti, una volta al mese. Liu Xia non è accusata di alcun reato e la sua detenzione è tecnicamente illegale. Secondo la denuncia , Liu Xia “soffre mentalmente per la perdita della libertà personale e per la preoccupazione per il marito”. La fonte sostiene che il governo cinese vuole che Liu Xiabo lasci la Cina perché “un premio Nobel in prigione è una testimonianza della cattiva situazione dei diritti umani in Cina”. Liu, 57 anni, è stato condannato nel 2009 a 11 anni di prigione per aver redatto e firmato il documento pro-democrazia “Charta08”.

fonte: ANSA

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