Maxirissa in fabbrica suicidi dell’iPhone, chiude l’impianto

Mentre nel mondo sbarca l’Iphone 5, in uno stabilimento della Foxconn, una delle piu’ grandi fabbriche cinesi dello smartphone Apple finita al centro delle polemiche per l’ondata di suicidi dei suoi dipendenti, scoppia una maxirissa di tali dimensioni da coinvolgere oltre 10mila operai, impegnare 5mila poliziotti e costringere la fabbrica alla chiusura. Con un bilancio di 40 feriti, tre gravi. La Foxconn, e’ la fabbrica piu’ grande al mondo in materia di parti elettroniche e impiega oltre 1,3 milioni di persone, perlopiu’ in Cina. Lo stabilimento nel quale e’ scoppiata la rissa e’ quello di Taiyuan, nella provincia centro-orientale dello Shanxi, dove lavorano circa 79 mila operai impegnati ad assemblare l’Iphone 5. E la violenza e’ stata tale che i poliziotti, intervenuti alle 23, sono riusciti a calmare gli animi solo alle tre del mattino. L’agenzia ufficiale Nuova Cina si e’ affrettata a parlare di uno scontro tra lavoratori di due diverse province, lo Shandong e l’Henan. Che si sarebbe poi allargato agli altri operai. Ma le versioni diffuse via web sono di tutt’altro tenore. La Foxconn del resto e’ nota per la serie di suicidi che si e’ verificata in alcuni dei suoi impianti, tanto che e’ arrivata a far firmare ai dipendenti un impegno a non suicidarsi. La maxirissa di ieri notte non avrebbe dunque nulla a che fare con le guerre tra fazioni cinesi, ma sarebbe legata alle pessime condizioni dei lavoratori. Secondo altre notizie filtrate via web, inoltre, il clima si sarebbe surriscaldato inseguito al pestaggio di un operaio da parte della polizia. Una situazione critica, quella delle condizioni dei lavoratori negli impianti della fabbrica, che ha scatenato le proteste di diverse organizzazioni per i diritti dei lavoratori, tanto da portare la Apple ad impegnarsi a fare pressione sulla Foxconn affinche’ garantisca un miglior trattamento dei lavoratori. Ma nonostante le denunce e le promesse, le cose non sono cambiate. Il mese scorso un migliaio di alunni di un college sono stati obbligati ad uno ‘stage’ in una fabbrica della Foxconn in Cina e a Taiyuan gli straordinari sono obbligatori. A giugno hanno protestato gli operai di un altro impianto sempre per chiedere condizioni di lavoro migliori.

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Una risposta a “Maxirissa in fabbrica suicidi dell’iPhone, chiude l’impianto

  1. È di due morti e 16 feriti il bilancio provvisorio di un’esplosione avvenuta nella fabbrica della Foxconn a Chengdu, nel Sichuan, in Cina. Lo ha riportato l’agenzia ufficiale cinese, Nuova Cina. Si tratta dell’azienda di proprietà della taiwanese Hon Hai, che produce per conto della Apple gli iPad e gli iPod. La Foxconn nel 2010 arrivò sotto i riflettori mondiali per un’ondata di suicidi tra gli operai nella fabbrica-città a Shenzhen. Nel 2010, la Foxconn è stata al centro di feroci polemiche in tutto il mondo per un’ondata di suicidi tra gli operai nella fabbrica-dormitorio a Shenzhen. Ma, a quasi un anno di distanza, le condizioni di lavoro nelle fabbriche sono rimaste molto difficili. Anche se Steve Jobs, il fondatore della Apple, ha respinto le accuse sostenendo che la Foxconn «non è una fabbrica di schiavi». Con 20 fabbriche in Cina, la Foxconn impiega più di 800.000 lavoratori. L’azienda di Taiwan è la più grande al mondo in componenti elettronici. Solo a Shenzhen, nel sud est della Cina, lavorano 420.000 persone, che producono circa il 70 per cento dei prodotti della Apple, oltre a componenti per Siemens, Nokia, Sony, Hewlett-Packard, Dell e altri. Secondo quanto denunciato da alcuni dipendenti, nonostante le promesse dell’azienda di un aumento di stipendio, la paga è rimasta bassa, circa 1100 yuan al mese, intorno ai 120 euro, che arrivano ad un massimo di 220 euro con gli straordinari ottenuti per turni massacranti. La Foxconn concede ai suoi dipendenti la possibilità di risiedere in un dormitorio interno. Ma le denunce sulle condizioni di lavoro continuano. Dei 14 dipendenti della Foxconn che si sono suicidati , dieci lavoravano nella fabbrica di Shenzhen.

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