Successo italiano per l’arte contemporanea nella fiera Shanghai Contemporary art

Chiuderà domani i battenti la Shanghai Contemporary Art, la fiera dell’arte contemporanea nella capitale economica cinese, che si sta sempre più accreditando come uno dei momenti di incontro più importanti al mondo. Shanghai, infatti, è sempre più capitale dell’arte contemporanea in Cina, un luogo interessante non solo per gli artisti ma anche per i collezionisti. La crescita esponenziale delle gallerie, i sempre maggiori spazi che la municipalità sta concendendo all’arte contemporanea, il progetto di creare una zona franca per l’acquisto delle opera (in Cina c’é ancora una tassazione alta), stanno facendo di Shanghai il nuovo Eldorado orientale dell’arte contemporanea, in diretta concorrenza con Hong Kong che può invece contare sull’aiuto dato dall’assenza di tassazione. I numeri parlano da soli: nella kermesse organizzata da Bologna Fiere e diretta per il secondo anno consecutivo (con molto successo) da Massimo Torrigiani, espongono oltre 90 gallerie da 19 paesi con il 50% proveniente dalla Cina, il 25% dall’Asia e Medio Oriente, l’altro 25% da Europa e Stati Uniti. Al terzo dei quattro giorni di esposizione si è già quasi raggiunto il tetto dei 35.000 visitatori dell’edizione dell’anno scorso. Quella di quest’anno, nonostante il successo della precedente, è ancora una edizione migliore, curata da Torriginai nei minimi dettagli, con un focus molto interessante sull’India e con quattro progetti speciali realizzati dalla collettiva Arthub Asia, diretta da Davide Quadrio, Defne Ayas e Qiu Zhijie. “Abbiamo fatto – spiega Massimo Torrigiani – un grande lavoro di preparazione cercando un maggiore bilanciamento tra creatività e aspetto commerciale, con una incredibile presenza di gallerie di primo piano ma anche di giovani. Non si può venire qui ed imporre modelli culturali, la fiera deve diventare sempre più indipendente. Per questo abbiamo fornito una offerta quanto più ampia possibile”. Mi pare che questa edizione sia molto di più, rispetto al passato, un laboratorio creativo costante. “E non può essere altrimenti. L’idea è quella di mettere al centro quello che l’arte contemporanea rappresenta, di offrire un punto di incontro tra domanda e offerta non solo commerciale ma creativa. Offrire una piattaforma dove nascano e crescano idee. Per questo abbiamo una serie di laboratori e iniziative collegate. Il modello culturale cinese – conclude Torrigiani – basato su stabili colonne, si sta evolvendo in questo campo e noi dobbiamo offrire una piattaforma che permetta di coglierlo”. “L’edizione di quest’anno – spiega Roberto Ceresia, curatore della galleria Aike De Arco, la più importante galleria italiana in Cina – è davvero incredibile, curata in maniera eccezionale. Shanghai diventa sempre più centrale nel panorama culturale dell’arte contemporanea e dobbiamo essere pronti alla sfida. C’é molta verve nel panorama artistico cinese e luoghi come questo danno la possibilità di viverlo appieno”. “L’Italia – spiega il console generale a Shanghai Vincenzo De Luca, presente all’inaugurazione – su accredita come punto di riferimento qui nella moda (basti vedere i brand presenti con i loro negozi), nel design (il padiglione italiano all’Expo appena riaperto è solo un esempio), per il gusto (oltre 70 ristoranti italiani, il maggior numero tra gli stranieri, e l’Accademia della Cucina) e l’arte contemporanea con gallerie e la fiera. Una presenza che favorisce tutto il Sistema delle imprese italiane”.

1 Commento

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Una risposta a “Successo italiano per l’arte contemporanea nella fiera Shanghai Contemporary art

  1. ben fatto Nello!, come sempre… a presto enzo ________________________________________

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