Studenti costretti a lavorare nella ‘fabbrica dei suicidi’, per far rispettare consegne degli iPhone5

Migliaia di studenti cinesi sono stati costretti a “stage” malpagati nelle fabbriche della Foxconn, controversa impresa di elettronica taiwanese, dopo che le loro facoltà hanno rinviato l’apertura del nuovo semestre. L’iniziativa sarebbe dovuta alla necessità dell’impresa di aumentare la produzione del nuovo modello dello smartphone della Apple, l’iPhone5, per rispondere alla crescente domanda dei consumatori cinesi. La Foxconn – che produce per la Apple ma anche per altri giganti dell’elettronica tra cui la giapponese Sony – è tristemente nota per essere stata teatro di suicidi a ripetizione: decine di giovani operai (14 nel solo 2010) si sono suicidati non sopportando le dure condizioni di lavoro e di vita. Molti di loro sono immigrati dalle zone più povere del paese e vivono negli improvvisati dormitori messi in piedi dalla stessa Foxconn. La vicenda degli stage forzati è stata rivelata dagli stessi studenti in dichiarazioni riportate oggi dal quotidiano Shanghai Daily. Una studentessa dell’Huaiyin Institute of Technology di Huaìan, nella Cina orientale, ha raccontato di essere stata portata in una fabbrica con altri 200 studenti una settimana fa. I giovani vengono pagati meno di duecento euro al mese, vitto e alloggio sono a loro carico. La settimana lavorativa è di sei giorni, ha aggiunto la studentessa. Le sue dichiarazioni sono state confermate da decine di studenti, aggiunge il giornale. Uno degli studenti ha sostenuto su Internet che la Foxconn ha bisogno di diecimila operai in più di quelli che già lavorano nelle sue fabbriche sparse in tutta la Cina. Alcuni professori universitari interpellati dal giornale hanno affermato che gli stage sono “obbligatori” per chi si vuole laurerare e che i loro obiettivi sono quelli di far conoscere ai giovani “le condizioni di lavoro” e di “promuovere le capacità individuali”. Il Dipartimento dell’educazione provinciale ha confermato che esistono programmi per stage degli studenti durante l’estate ma ha aggiunto di non essere a conoscenza del loro proseguimento dopo l’inizio del nuovo semestre. Yu Fangqiang, direttore dell’organizzazione non governativa Tianxiagong ha dichiarato che sta valutando insieme ad alcuni studenti la possibilità di denunciare la Foxconn alla magistratura.

fonte: ANSA

5 commenti

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5 risposte a “Studenti costretti a lavorare nella ‘fabbrica dei suicidi’, per far rispettare consegne degli iPhone5

  1. Pingback: Torna sui banchi una parte dei govani forzati a lavorare alla Foxconn | ParteCineseParteNopeo

  2. Si, l’azienda è di proprietà taiwanese ma ha diverse fabbriche in Cina, sfruttano anche loro il lavoro a basso costo della Cina. Su questo blog trovi diversi pezzi sulla Foxconn e la sua storia.

  3. donmimi

    mi sfugge qualcosa… siamo in Cina e l’azienda e Taiwanese?

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