La Cina respinge in Myanmar rifugiati scappati da guerra

Un gruppo che si batte per i diritti umani ha chiesto alla Cina di interrompere il ritorno forzato di rifugiati dell’etnia Kachin verso il Myanmar, da dove sono scappati per causa del conflitto tra l’esercito locale e il Kaichin Independence Army (Kia). In un appello, Human Right Watch, associazione con sede negli Usa, ha denunciato che le autorita’ cinesi hanno respinto almeno 1.000 rifugiati e stanno pianificando il respingimento di altri 4.000, tutti arrivati a giugno nella provincia cinese dello Yunnan. Secondo l’organizzazione, la Cina, che non ha permesso ad agenzie umanitarie internazionali e alle stesse Nazioni unite di visitare i rifugiati, avrebbe accolto dai 7.000 ai 10.000 rifugiati Kachin, senza pero’ concedere loro protezione. Per loro ci sono solo campi che vengono definiti dall’organizzazione ”squallidi” e sono fuggiti da lavoro forzato, omicidi, torture e altre violenze da parte dell’esercito del Myanmar. Qui, ai confini con la Cina, nella regione Kaichin, sono stati istallati almeno 85 campi che ospitano 55.000 rifugiati con notevoli problemi di carattere sanitario e per la mancanza di cibo. Nel giugno del 2011, mettendo fine da una tregua di 17 anni, e’ riscoppiata la guerra tra l’esercito del Myanmar e il Kia, portando a scappare 75.000 Kachin.

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