Tornato in patria e arrestato truffatore scappato in Canada

E’ tornato in Cina e si è consegnato alla polizia Gao Shan, ex manager di una filiale della Bank of China, ricercato da oltre 8 anni. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. Gao è accusato di essere coinvolto in una truffa del valore di oltre 1 miliardo di yuan (oltre 100 milioni di euro) che consisteva nel prendere e portare all’estero denaro dai conti dei clienti tra il 2000 e il 2004. Gao agiva attraverso una serie di attività che includevano la falsificazione di documenti e dei timbri. Nel 2004 per non essere arrestato l’uomo fuggì in Canada insieme ad un complice. Secondo quanto riferisce la stampa, in questi anni Gao ha vissuto con la famiglia a Vancouver dove aveva anche ottenuto il permesso di residenza, portando con sé almeno 600 milioni di yuan (oltre 60 milioni di euro) mentre altri 400 milioni in appartamenti e autovetture di lusso sono stati confiscati dal governo cinese. Li Dongzhe, il suo complice, è tornato anche lui in Cina lo scorso anno e ora sta scontando una condanna all’ergastolo. Secondo il meccanismo usato dai due, Li spingeva molte aziende ad aprire conti depositando ingenti somme di denaro nella filiale della banca dove lavorava Gao, ad Harbin, nella provincia nord orientale dello Heilongjiang. Gao poi trasferiva il denaro su dei conti controllati da Li. Il Ministero di pubblica sicurezza non ha fornito dettagli sui motivi che hanno portato al rientro in patria di Gao anche se si ritiene che il governo cinese e la diplomazia abbiano giocato un ruolo centrale. In passato tentativi di ottenere dal Canada l’estradizione di latitanti non hanno avuto successo in quanto la Cina e il Canada non hanno firmato alcun trattato di estradizione. Tuttavia lo scorso anno, Lai Changxing, considerato il “più grande ricercato cinese” venne deportato in Cina dal Canada dopo che Pechino assicurò il Canada che non gli sarebbe stata comminata la pena di morte. Ora sta scontando un ergastolo. Una recente ricerca del Ministero del commercio ha evidenziato come negli ultimi anni circa 4000 funzionari cinesi siano scappati all’estero portando con sé oltre 50 miliardi di dollari. Di questi solo pochissimi sono rientrati in Cina affrontando le accuse e solo una piccolissima parte di denaro è stata recuperata. Molti di loro vivono tuttora tranquillamente in paesi stranieri.

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