Minacciata di aborto al settimo mese dalle autorità

Una donna della provincia orientale cinese dello Zhejiang e’ stata detenuta dalle autorita’ per il controllo delle nascite e la pianificazione familiare per oltre 40 ore con la minaccia di un aborto al settimo mese se non avesse pagato una multa di 20.000 euro. Lo riferisce Radio Free Asia. Xu Li, questo il nome della donna si era recata nella contea di Wuyi a trovare suo padre quando una ventina di agenti l’hanno presa e tenuta in detenzione. A lei e’ stato chiesto di pagare una multa di 157.000 yuan, una cifra molto alta per la famiglia che era pronta a pagare intorno circa la meta’ di quanto richiesto, che e’ quanto di solito viene addebitato dalle autorita’. Il marito della donna ha cominciato un calvario alla ricerca dei soldi, ma si comincia a paventare la possibilita’ che la donna debba abortire al settimo mese. Xu ha accusato le autorita’ di aver agito ‘come gangster’. Il caso e’ simile a quello emerso a giugno, quando una donna della provincia dello Shaanxi, Feng Jianmei, fu costretta ad abortire all’ottavo mese e le foto sue e del feto morto accanto a lei fecero il giro del mondo, provocando diverse proteste che pure portarono alla punizione dei funzionari governativi coinvolti.

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