Migliaia per strada a Hong Kong contro educazione patriottica cinese

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza oggi ad Hong Kong per protestare contro il piano governativo di introdurre alcuni cambiamenti nei programmi scolastici delle elementari che prevedono, tra l’altro, l’uso di libri di testo che glorificano il modello politico cinese. La marcia di protesta, da Victoria Park ad Admirality, ha visto la partecipazione di 90.000 persone secondo gli organizzatori, 32.000 secondo la polizia. Moltissimi, soprattutto genitori con i loro bambini, che sono preoccupati che i nuovi cambiamenti risultino essere una sorta di lavaggio del cervello per i bambini verso il modello cinese, nel nuovo ‘Progetto di Istruzione Morale Nazionale’, nel quale si introduce anche l’educazione patriottica con classi di ‘educazione nazionale’ ispirati da Pechino. Carrie Lam, Chief Secretary di Hong Kong, ha annunciato che il governo dell’ex colonia britannica ascolterà le istanze dei genitori e sarà organizzata una commissione per monitorare i cambiamenti. Quello che i genitori di Hong Kong definiscono come un’interferenza politica di Pechino nell’educazione dei bambini di Hong Kong, viene giustificata dalle autorità con la necessità della costruzione di un sentimento nazionale. In particolare i genitori si scagliano contro alcuni libri nei quali si esalta il modello politico e partitico cinese come l’unico funzionale. Il governo di Hong Kong intende introdurre i nuovi cambiamenti a settembre in prova per tre anni, per poi rendere obbligatorio il nuovo programma scolastico dal 2015 per le scuole elementari, dall’anno successivo per quelle superiori. A protestare, anche l’unione degli insegnanti di Hong Kong. La protesta di oggi è solo l’ultima di una serie che ha portato per strada i cittadini dell’ex colonia britannica contro l’influenza sempre più forte di Pechino in diversi settori, anche se sia le autorità di Hong Kong che quelle cinesi continuano a parlare di “un paese due sistemi”. Le proteste sono aumentate dopo che al vertice del governo dell’ex colonia britannica è salito, lo scorso primo luglio, Leung Chun-ying, ritenuto vicino al governo di Pechino.

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