Nuova sfida di Ai Weiwei, quattro webcam a casa per autocontrollo

Quattro web-cam collegate ad internet nella sua casa alla periferia di Pechino. E’ l’ultima sfida al regime lanciata dall’artista dissidente cinese Ai Weiwei, in polemica verso la stretta sorveglianza alla quale lo sottopongono le autorita’. Basta collegarsi a weiweicam.com e si segue quello che sucedeo in casa dellartista, come nel grande fratello. ”Nella mia vita – ha affermato l’artista spiegando il senso della sua sfida – c’e’ tanta di quella sorveglianza, tanti di quei controlli… il nostro ufficio e’ stato perquisito, vengo seguito tutti i giorni, e ci sono telecamere davanti alla mia casa. Quindi ho pensato, perche’ non mettere qualche altra telecamera, cosi’ la gente potra’ vedere tutto quello che faccio? Spero che dall’altra parte (vale a dire le autorita’) si riesca a mostrare altrettanta trasparenza…”. L’interminabile duello tra Ai Weiwei e il governo cinese ha avuto il suo punto di non ritorno l’anno scorso, quando l’artista e’ stato bloccato all’aeroporto di Pechino mentre stava per partire per Hong Kong e in seguito detenuto per 81 giorni segretamente, senza cioe’ che la sua famiglia e i suoi avvocati ne fossero informati. Dopo la sua liberazione, in giugno, non gli e’ stata mossa nessuna accusa formale ma la sua societa’ – la Fake Cultural Developments, che e’ presieduta dalla moglie – e’ stata accusata di una massiccia evasione fiscale. La scorsa settimana, il ministero delle Finanze cinese ha respinto il ricorso dell’artista e ha confermato che la societa’ dovra’ pagare una multa di 1,7 milioni di euro. Oltre la meta’ della somma e’ gia’ stata depositata da Ai Weiwei perche’ senza il deposito non avrebbe potuto presentare il ricorso. L’artista ha raccolto il denaro necessario con una sottoscrizione lanciata attraverso Internet alla quale hanno aderito oltre 30 mila persone. L’arresto di Ai Weiwei, nella primavera del 2011, ha coinciso con una stretta del regime verso i dissidenti, scatenata nel timore che in Cina si sviluppasse un movimento popolare di contestazione sul modello di quelli che si sono verificati in alcuni Paesi arabi. Ai Weiwei, 54 anni, e’ forse l’artista cinese piu’ popolare, in Cina e nel mondo. Le sue opere vengono esposte dalle principali gallerie internazionali e il suo blog su Twitter – che in Cina e’ bloccato ma e’ accessibile attraverso i software chiamati Vpn – e’ seguito da piu’ di centomila persone. Sempre esplicito nelle sue critiche al regime autoritario di Pechino, l’artista ha lanciato nel 2008 una battaglia civile a sostegno delle vittime del terremoto del Sichuan, che causo’ la morte di 90mila persone, tra cui circa seimila studenti. Alcuni dei genitori delle vittime hanno accusato i costruttori edili ed i loro protettori nel governo di aver costruito le scuole con materiale di scarsa qualita’ e senza rispettare le norme di sicurezza. Per tutta risposta il governo del Sichuan ha messo sotto processo alcuni degli attivisti che hanno aiutato le famiglie degli studenti e uno di loro, Tan Zuoren, e’ stato condannato nel 2010 a cinque anni di prigione per ”istigazione alla sovversione”.

fonte: ANSA

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