La Cina non obbligata ad arrestare Bashir, ma Liu Xiaobo e Ai Weiwei

La Cina ha respinto oggi le critiche che le sono state rivolte per la prossima visita nel Paese del presidente sudanese Omar el Bashir, accusato di crimini di guerra e di genocidio nella regione del Darfour dalla Corte penale internazionale. Il portavoce governativo Hong Lei ha ricordato oggi in una conferenza stampa a Pechino che la Cina non ha firmato il trattato istitutivo della Corte e che di conseguenza non e’ tenuta a consegnare Bashir. Secondo lo statuto della Corte, i Paesi membri sono obbligati a consegnare i ricercati che si trovano sul loro territorio. Le organizzazioni per i diritti umani Human Rights Watch e Amnesty International hanno denunciato l’ atteggiamento di Pechino, sostenendo che dovrebbe arrestare il presidente sudanese e consegnarlo alla Corte. Hong Lei ha sottolineato che e’ ”assolutamente ragionevole” invitare per una visita ”il capo di uno Stato che ha relazioni diplomatiche” con la Cina. Bashir sara’ in Cina per una visita ufficiale dal 27 al 30 giugno prossimi e sara’ ricevuto dal suo omologo cinese, il presidente Hu Jintao. Il portavoce ha precisato che il presidente sudanese sara’ ”accolto calorosamente” in Cina.

fonte: ANSA

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