Lancio di uova e scarpe contro padre censura internet

Se vera, la notizia potrebbe dimostrare un ennesimo anelito al cambiamento da parte dei giovani cinesi. Il padre del ‘Grande Fratello’ cinese, la censura su internet del governo, Fang Binxing, sarebbe stato oggetto di lanci di uova e di una scarpa. La notizia è diventata il topic del giorno sui social network cinesi e su Twitter, luoghi dove non si parla d’altro. Tanto che il nome del presidente dell’Università di Posta e Telecomunicazioni di Pechino e ispiratore del ‘Great Firewall’, la ‘grande muraglia di fuoco’ (il sistema di censura che blocca le comunicazioni su Internet sgradite al governo cinese), è diventato, al pari di quelli del Dalai Lama, del Tibet e di dissidenti, impossibile da raggiungere su internet senza le Vpn, quei programmi e servizi che permettono un collegamento in Cina come se si fosse in altro paese straniero, così da permettere di aggirare la censura. Al momento non ci sono conferme ufficiali dell’incidente. Secondo le informazioni che circolano in rete, Fang Binxin stava tenendo una lezione all’università di Wuhan, nella provincia orientale dell’Hubei, quando verso di lui sono state lanciate uova e scarpe. Secondo quanto ha scritto lo stesso ‘lanciatore’ su Twitter, con lo pseudonimo di ‘hanunyi’, le uova non hanno colpito il professore così come la seconda scarpa lanciata. La prima, invece, avrebbe colpito l’uomo. Su internet si trovano sia foto del ragazzo (con volto camuffato) con le uova in mano, sia della porta dell’aula universitaria macchiata da uova. La polizia dell’ufficio di pubblica sicurezza di Luojiashan, nel cui distretto ricade l’università, ha confermato ad alcuni organi di informazione che agenti sono stati inviati nell’università per indagare su un caso di lancio di scarpe, senza fare riferimento a Fang Bixing che sarebbe anche tornato a Pechino. Hanunyi è diventato un eroe nella rete, al pari dei dissidenti e di coloro che si battono per il cambiamento della Cina. Lui, che scrive di essere scappato dall’aula dopo il lancio, si è anche dichiarato sorpreso, in una dichiarazione su Twitter, del seguito che sta avendo. Tra i ‘cinguettii’ si sprecano le lodi al ragazzo e si chiede di continuare. Si scherza (‘tutti a mangiare uova staserà) e si chiede di andare avanti, facendo lo stesso con altri. Se è la prima volta che si registra un attacco così diretto ad una icona del sistema cinese, non è la prima volta che Fang Binxing è oggetto di attacchi. Il professore lo scorso ottobre è stato costretto a chiudere il suo blog ad una settimana dall’apertura dopo aver ricevuto dagli internauti “un mare di critiche”. Migliaia di messaggi in poche ore, sul tenore “Fang Binxing, la grande muraglia di fuoco ha privato il popolo del suo diritto ad un libero accesso ad Internet”, hanno bloccato il sito obbligando il padre della censura cinese su internet a chiudere il suo blog. La Grande Muraglia di Fuoco, impedisce l’accesso ai principali siti di comunicazione sociale come Youtube, Facebook e Twitter. Inoltre, un sistema di parole chiave blocca le ricerche che potrebbero essere “pericolose”. Tra queste ci sono le parole “Dalai Lama”, “Tiananmen” e da qualche mese “premio Nobel”, “Liu Xiaobo” e ‘Ai Weiwei”. Per aggirarla, molti utilizzano sistemi che permettono di simulare la navigazione da paesi stranieri. Ma i tecnici governativi cinesi, che monitorano la rete, spesso individuano questi sistemi, innescando una guerra tecnologica con gli sviluppatori di questi programmi.

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