Torna la diplomazia dei panda tra Cina e Giappone

Lo zoo Ueno di Tokyo ha i suoi due attesi panda giganti. Bili e Xiannu sono arrivati oggi in tarda serata all’aeroporto di Narita, prima del trasferimento alla dimora dei prossimi 10 anni, alla fine di una lunga giornata di viaggio iniziata a Chengdu, nella provincia cinese del Sichuan. Le nuove mascotte, rispettivamente maschio e femmina, sono la prima coppia in Giappone dal 1972, da quando diventarono il simbolo della riapertura dei rapporti diplomatici bilaterali. “Spero che diventino tanto popolari da migliorare la diffusa percezione sulla Cina da parte della nostra popolazione”, ha ammesso il ministro degli Esteri, Seiji Maehara, sperando in una ‘nuova diplomazia dei panda’ per superare le tensioni del 2010 con Pechino, nate dalla sovranità sulle Senkaku, isole contese nell’estremo sud di Okinawa, nel pieno del mar Cinese orientale. Nel frattempo, i preparativi per il benvenuto sono stati curati nei dettagli, con tanto di copertura televisiva: l’aereo ‘Flypanda’ di All Nippon Airways, che ha trasportato la coppia, é stato da tempo ridipinto a macchie nere e bianche, in linea con la pelliccia degli orsetti. Intorno allo zoo, striscioni ovunque sono tutti dedicati all’illustre arrivo, a chiusura del vuoto durato tre anni dopo la morte di Ling Ling, l’ultimo panda di proprietà del Sol Levante, deceduto ad aprile 2008. La nuova ‘residenza’, come chiamata dai media nipponici, è degna di un hotel a cinque stelle: sala giochi colorata, legno invece del cemento come pavimentazione, peraltro riscaldato, e controllo 24 ore su 24. Un mese di tempo per ambientarsi, prima della presentazione al pubblico, insieme ai nomi nipponici scelti tra i 40.000 suggerimenti giunti allo zoo. Bili e Xiannu, di 5 anni (l’equivalente di circa 20 anni umani), sono arrivati in prestito e per la loro permanenza Tokyo pagherà 950.000 dollari annui ciascuno. In caso di nascita di piccoli, la loro consegna alla Cina avverrà al compimento del secondo anno. A calcoli fatti, l’investimento sarà ripagato, malgrado le perplessità sugli oneri in tempi di crisi: nel 2008, dopo la scomparsa di Ling Ling, i visitatori scesero sotto i 3 milioni, con una perdita di 600.000 unità, per la prima volta in 60 anni. Nell’intera area espositiva di Ueno, i panda potrebbero fare da volano per almeno 17 milioni di turisti, con benefici stimati in 1 miliardo di euro.

fonte: ANSA

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