I microblog che fanno ritrovare i bambini rapiti

Un uomo ha ritrovato il figlio scomparso da tre anni grazie ad un messaggio ricevuto tramite un microblog. Peng Gaofeng, 32 anni, della provincia dell’Hubei nella Cina centrale, ha potuto riabbracciare tra le lacrime suo figlio, un bambino di 6 anni, scomparso da oltre 3 anni e del quale non si sapeva piu’ nulla. La notizia e’ stata riportata con grande risalto da tutta la stampa cinese. Del piccolo si erano perse le tracce il 25 marzo 2008 quando era sparito mentre giocava per strada a Shenzhen. Solo due giorni fa si era avuta notizia di un analogo ritrovamento in un’altra zona della Cina. Dal 2008 Peng e sua moglie hanno fatto di tutto per ritrovare il piccolo, incluso offrire 100.000 yuan (oltre diecimila euro) a chiunque potesse fornire notizie utili su di lui. Internet e’ stato da subito per il papa’ del bambino un mezzo di cui servirsi nella speranza di raggiungere qualche risultato. L’uomo ha aperto diversi blog, ha messo online messaggi con richieste di aiuto. Lo scorso 2 febbraio Peng ha ricevuto una telefonata di un internauta anonimo che diceva di aver visto suo figlio. Dopo i primi momenti di esitazione e di dubbio ha cominciato a credere che la segnalazione potesse essere fondata; soprattutto dopo che l’internauta gli ha inviato una foto del bambino nella quale Peng e sua moglie hanno inequivocabilmente riconosciuto, sebbene cresciuto, il loro figlio. Allertata la polizia locale l’uomo si e’ recato, scortato dalle autorita’, nella cittadina indicata e ha ritrovato il bambino, che sembra lo abbia immediatamente riconosciuto. Dalle prime informazioni emerse sembra che il piccolo fosse stato rapito da un uomo, ora defunto, che avendo solo una figlia femmina desiderava ardentemente un maschio. Morto l’uomo il bambino e’ stato poi allevato da sua moglie. I microblogs stanno diventando sempre di piu’ strumenti con cui combattere il fenomeno del rapimento e del traffico di minori. Yu Jianrong, professore all’accademia cinese di scienze sociali e’ stato il promotore di una campagna, lanciata lo scorso 25 gennaio sul sito sina.com mirata appunto a raccogliere informazioni di bambini scomparsi, pubblicare le loro foto, dare supporto alle loro famiglie. Da allora gia’ oltre 83.000 persone hanno partecipato alla campagna, che ha anche ricevuto il beneplacito di funzionari del Ministero della pubblica sicurezza come pure di legislatori e consiglieri politici. Secondo Zhang Zhiwei, avvocato e volontario di organizzazioni non governative che si occupano di queste tematiche, tra le quali ”Baby Come Home”, ha detto che i micro blogs stanno rapidamente acquisendo un ruolo sempre crescente nella societa’. Solo qualche giorno fa un altro bambino di 4 anni, che era stato rapito due giorni prima, e’ stato ritrovato e ha potuto tornare a casa grazie agli oltre 50.000 messaggi pubblicati su un microblog che hanno permesso alle autorita’ di mettersi rapidamente sulle sue tracce.

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Archiviato in Diritti incivili, Navigar m'è dolce in questo mare

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