Videosorveglianza ad Urumqi. Sarà contro gli Uighuri?

Il governo della città nord occidentale di Urumqi ha deciso di mettere l’intera città, colpita un anno e mezzo fa da una serie di violente proteste, sotto sorveglianza installando migliaia di telecamere. Lo riferisce l’Agenzia Nuova Cina. Circa 17.000 telecamere sono state già installate lo scorso anno, per aiutare la polizia a sorvegliare oltre duemila luoghi pubblici. La copertura, secondo quanto fatto sapere dall’ufficio per l’informazione e la tecnologia del governo municipale, sarà ulteriormente estesa quest’anno. Al momento sotto controllo sono già 3400 autobus, 4400 strade, 270 scuole e 100 centri commerciali. Urumqi, è il capoluogo della provincia autonoma dello Xinjiang, a maggioranza uighura. Da anni questa minoranza si batte contro il continuo annullamento della propria identità da parte dei cinesi di etnia Han, sempre più numerosi in zona. Gli uighuri, che sono di religione musulmana, sono ritenuti responsabili dalle autorità cinesi dei gravi scontri etnici con gli Han nel luglio del 2009, quando le proteste di piazza degli uighuri furono soffocate nel sangue dalla polizia. Il bilancio degli scontri fu di almeno 197 morti 1700 feriti, anche se diverse Ong credono che il numero delle vittime sia maggiore. In seguito agli scontri, la polizia cinese ha operato anche moltissimi arresti.

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