I cento giorni dell’Expo di Shanghai

L’expo di Shanghai compie oggi cento giorni. E, coincidenza strana, la data coincide con il secondo anniversario dell’inizio delle Olimpiadi di Pechino, che hanno aperto la Cina al mondo. E, cosa che ancora piace di piu’ ai cinesi, oggi e’ l’ottavo giorno dell’ottavo mese dell’anno e per i cinesi il numero otto e’ il piu’ fortunato, non a caso le Olimpiadi pechinesi cominciarono l’8 agosto del 2008. E per non perdere l’opportunita’ di entrare in questo giorno considerato fortunato, centinaia e centinaia di visitatori cinesi hanno cominciato ad affollare gli ingressi intorno alle 4 di stamattina, nonostante i cancelli aprano alle 9. Sono 38 milioni i visitatori, l’80% del quale cinesi, che hanno visitato l’Expo dal 1 maggio, data di apertura, con una media di 450.000 visitatori al giorno in agosto, lo stesso numero di abitanti di una media contea cinese. Sono 680.000 i volontari che prestano servizio all’interno del parco delle esposizioni, la maggior parte dei quali delle generazioni 1980 e 1990. Tra loro, anche volontari provenienti da 24 paesi stranieri. Furono ”solo” 74.000 i volontari delle Olimpiadi. Si aspettano ore e ore in fila, anche quattro, per entrare nei padiglioni piu’ richiesti: Cina, Arabia Saudita, Germani, Inghilterra, Spagna, Italia, Corea del Sud. I tedeschi hanno realizzato un sistema per il quale, coloro che sono in fila, se hanno bisogno del bagno, con un biglietto possono poi tornare al loro posto in fila. Il padiglione italiano, continua ad essere fra i primi padiglioni per numero di visitatori, con oltre 3 milioni di visitatori. Oltre ai turisti cinesi, lo hanno visitato star della musica e di Hollywood (due tra tutti, Robert De Niro e Quincy Jones) e ministri e regnanti di mezzo mondo. Ma non esponenti del governo italiano. A 100 giorni, il solo ministro Sacconi ha varcato il boccascena del teatro Olimpico di Vicenza che segna l’ingresso al padiglione, mentre per gli altri paesi si sono mossi capi di stato, di governo e numerosissimi ministri. Fino al 31 ottobre, quando chiudera’ l’Expo, c’e’ ancora tempo. Anche se io continuo a chiedermi a cosa serva l’Expo e questa ingente spesa economica (anche italiana). Di better city better life se ne vede poca dovunque, non parliamo in quello italiano. Dove, mi dispiace dirlo, spesso regna il dilettantismo. Peccato.

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