Approvata riforma elettorale ad Hong Kong

Il Parlamento di Hong Kong ha approvato oggi la prima parte della riforma del sistema elettorale proposta dal governo dell’ ex-colonia britannica e approvata da Pechino in base alla quale nel 2012 verra’ aumentato il numero dei deputati scelti direttamente dagli elettori. La riforma ha diviso il movimento democratico e migliaia di persone hanno manifestato davanti alla sede del Parlamento – chiamato Consiglio Legislativo o Legco – accusando di ”tradimento” i deputati che hanno votato a favore della legge. Oltre ai tradizionali striscioni e cartelli, alcuni dei manifestanti hanno dimostrato il loro dissenso soffiando a perdifiato nelle vuvuzelas, le trombette usate dai tifosi nei Campionati del Mondo di calcio in corso in Sud Africa e che sono fabbricate in Cina, non lontano da Hong Kong. Secondo i critici della riforma di tratterebbe di un cedimento a Pechino che ora avra’ facile gioco nel rimandare a data da destinarsi l’ instaurazione nel territorio, che oggi e’ una Speciale Regione Amministrativa (Sar) della Cina, un sistema pienamente democratico. La parte del provvedimento approvata oggi prevede l’ allargamento del collegio elettorale che sceglie il Capo dell’ Esecutivo da 800 a 1.200 membri. Nelle prossime ore dovra’ essere approvata la seconda parte, quella cruciale, che prevede l’ aumento da 60 a 70 dei deputati al Legco. Oggi i 60 vengono eletti meta’ direttamente dai cittadini e meta’ dalle ”costituenti funzionali”, una sorta di corporazioni professionali in genere favorevoli a Pechino. La riforma, frutto di un compromesso con il gigantesco vicino cinese, prevede che cinque dei 35 deputati delle ”costituenti funzionali” verranno scelti dagli elettori, in modo che i deputati eletti a suffragio universale siano in maggioranza (40 su 70). Nel 2007 Pechino ha affermato che elezioni completamente libere non verranno tenute ad Hong Kong prima del 2017, evitando di impegnarsi su una data precisa.

AGGIORNAMENTO 25 GIU: Il Parlamento di Hong Kong ha approvato oggi anche la seconda parte della legge per la riforma elettorale presentata dal governo dell’ ex-colonia britannica col consenso del governo di Pechino. La riforma stabilisce che dal 2012 lo stesso Parlamento (conosciuto come Consiglio Legislativo o Legco) avra’ dieci membri in piu’ che saranno eletti a suffragio universale. La riforma e’ stata contestata da alcuni deputati dei partiti democratici secondo i quali la Cina la usera’ per rinviare a data da destinarsi l’ introduzione nel territorio di un sistema pienamente democratico. Centinaia di persone hanno manifestato davanti alla sede del Legco, nel centro di Hong Kong, condannando il ”tradimento della democrazia”.

fonte: Ansa

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