Vietato l’inglese nelle tv cinesi

Il governo cinese ha vietato alle televisioni l’uso delle abbreviazioni in inglese. Basta quindi a Nba (National Basket Association), Fbi, Cia, Gdp (Gross Domestic Product, prodotto interno lordo), Cpi (consumer price index, l’indice dei prezzi al consumo), Wto (World Trade Organization, Organizzazione Mondiale del Commercio), sostituiti dalla traduzione cinese. Lo hanno riferito al quotidiano China Daily, i vertici della China Central Television (Cctv), e quelli della Beijing Television (Btv), i quali pero’ non hanno rivelato quante e quali abbreviazioni siano state bandite. La notizia non e’ stata per ora confermata dall’autorita’ statale che controlla Tv e Radio. Lo stesso ordine da parte del governo centrale e’ giunto ad alcune televisioni locali provinciali che quindi, come i due colossi televisivi, dovranno obbligare i loro giornalisti a fornire spiegazioni e traduzioni in cinese delle piu’ comuni sigle in inglese. La mossa, secondo quanto scrive il China Daily, sarebbe dovuta alla pressante richiesta di un elevato numero di politici e parlamentari che hanno chiesto al governo centrale di prendere misure per preservare la purezza del cinese. ”Se non faremo attenzione e prenderemo misure per fermare la commistione tra cinese e inglese – ha detto al giornale Huang Youyi, direttore del China International Publishig Group e segretario generale dell’associazione cinese dei traduttori – nel giro di qualche anno la lingua cinese non rimarra’ pura. Perderemo il nostro ruolo di sistema linguistico indipendente”. La proposta di Huang e’ anche rivolta ai politici, i quali nei loro discorsi non dovranno usare le abbreviazioni economiche in inglese come Wto, Gdp e Cpi. Ma la proposta va oltre: Huang e la sua associazione premono per una legge che regoli l’uso dei termini stranieri, stilando una serie di traduzioni in cinese per i termini tecnici stranieri. Ma le proposte di Huang e la direttiva governativa alle televisioni, hanno trovato l’opposizione di molti, soprattutto di esperti di comunicazione che parlano di ”conservatorismo culturale” e che l’uso di termini stranieri e’ inevitabile in un mondo globalizzato come quello odierno. Liu Yaoying, professore alla Universita’ di Comunicazione della Cina, oltre a criticare le tesi anti inglese, fa notare come alcuni paesi e giornali stranieri, come il New Straits Times di Singapore e il londinese Daily Telegraph, parlando di Cina soprattutto nei loro report del Congresso Nazionale del Popolo, utilizzino parole cinesi o inglesizzate, nello slang che Liu chiama ”chinglish”. ”Se gli altri utilizzano nostri termini – ha detto al giornale il professore Liu – perche’ non dovremmo farlo anche noi?”.

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Una risposta a “Vietato l’inglese nelle tv cinesi

  1. La Cina come la Francia: ordinateur, disque compact, ecc.

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