Arrestati in Cina due sacerdoti della chiesa sotterranea

Due preti cattolici della cosiddetta “chiesa sotterranea” in Cina sono stati presi in consegna dalla polizia subito dopo una funzione religiosa domenica scorsa. Lo scrivono fonti cristiane cinesi. I due, padre Quan Xiaoyun e padre Cao Jianyou della parrocchia di Mundanjiang, nella città nordorientale di Harbin, avevano appena finito di dare la benedizione dopo una funzione celebrata in una casa privata adibita a luogo di culto clandestino, quando sono stati arrestati con l’accusa di servizio religioso illegale in luogo di culto non registrato. L’ordinazione e lo stato clericale dei due, non sono riconosciuti dalle autorità cinesi. Dopo un interrogatorio nella vicina stazione di polizia, i due sacerdoti sono stati portati in un luogo segreto.

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India: stima Adb, pil 2015-16 crescerà più della Cina

Il pil dell’India crescerà 7,8% nell’anno fiscale 2015-2016, superando quello della Cina, una tendenza che si rafforzerà nel successivo 2016-2017. Lo ha sostenuto oggi la Banca di sviluppo asiatica (Adb). Nel suo studio annuale di previsione dell’andamento dell’economia asiatica, riferisce l’agenzia di stampa Pti, la Adb sostiene che grazie all’agenda di riforme strutturali del governo e ad una migliorata domanda esterna, la crescita e la fiducia degli investitori indiane miglioreranno. Dopo aver ricordato che nell’anno fiscale che si conclude il 31 marzo l’India crescerà del 7,4%, la banca prevede che nel successivo si raggiungerà il 7,8%, e nel seguente l’8,2%. Per quanto riguarda la Cina, invece, la Adb prevede che dall’attuale 7,4 scenderà al 7,2% (2015-2016) e poi al 7% (2016-2017). Le stime della Banca asiatica per il prossimo anno fiscale indiano, nota infine l’agenzia, sono inferiori all’8-8,5% proposto dal governo di Delhi, ma superiori al 7,5% previsto dal Fondo monetario internazionale (Fmi).

fonte: ANSA

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Onorificenza per Ai Weiwei da Amnesty, ma lui non può ritirarla

L’artista e dissidente cinese Ai Weiwei ha ricevuto un’onorificenza da Amnesty International, che ne ha sottolineato il ruolo che ha svolto nella battaglia per il rispetto dei diritti umani in Cina. Il riconoscimento, l’Ambassador of Conscience Award, e’ stato assegnato anche alla musicista americana Joan Baez, che dagli sessanta e’ si batte per i diritti civili nel suo Paese e a livello internazionale. Ai, ringraziando, ha ricordato le responsabilita’ alle quali come artista si sente obbligato, in particolare in un momento nel quale la repressione in Cina sembra aggravarsi. Ai Weiwei, 57 anni, uno degli artisti piu’ popolari del Paese, ha poi rimarcato: “Noi tutti dobbiamo assumerci delle responsabilità”. Ai e’ stato detenuto illegalmente per quasi tre mesi nel 2011. In seguito e’ stato rilasciato senza essere accusato formalmente di alcun reato, ma una delle sue societa’ e’ stata accusata di evasione fiscale. L’ artista era entrato in rotta di collisione con le autorita’ comuniste per aver difeso le vittime del terremoto del Sichuan del 2008, che accusavano costruttori legati ai politici locali di aver usato materiali scandenti per edificare scuole nella regione provocando indirettamente la morte di migliaia di ragazzi. Dal 2011 Ai Weiwei non ha il passaporto e ha affermato di non essere sicuro di potersi recare in maggio a Berlino per ricevere l’onorificenza.

fonte: ANSA

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Olimpiade invernale 2022; Pechino in lizza, proteste

Una commissione del Comitato Olimpico Internazionale ha cominciato oggi le visite alle installazioni e impianti di Pechino, una delle due citta’ che sono in corsa per ospitare l’Olimpiade Invernale del 2022. La capitale cinese si batte contro Almaty, nel vicino Kazakhstan, che gia’ e’ stata visitata dalla Commissione. Pechino sarebbe la prima citta’ ad ospitare sia i Giochi estivi che quelli invernali. Decine di gruppi per i diritti umani – tra i quali una coalizione di diverse organizzazioni di tibetani in esilio – hanno denunciato la situazione dei diritti umani e delle minoranze etniche in Cina. La Regione Autonoma del Tibet e gran parte delle altre aree a popolazione tibetana del Paese sono chiuse agli osservatori stranieri dal 2008, quando una rivolta anticinese causo’ la morte di circa 200 persone. Una situazione analoga si ha nel Xinjiang, la regione abitata dalla minoranza uighura. Gli attivisti fanno notare che negli ultimi anni la situazione in Cina e’ peggiorata, a detta di tutti gli osservatori indipendenti della situazione. Wang Hui, portavoce del comitato organizzatore, ha ribattuto oggi sottolineando che il tenore vita di tutti i cittadini cinesi e’ aumentato negli ultimi anni e ha accusato “alcuni individui” che non fanno altro che “curare i loro interessi” di drammatizzare la situazione ad arte per colpire la Cina. A parte i diritti umani, ci sono altri ostacoli per i Giochi Invernali a Pechino. In primo luogo la distanza tra gli stadi chiusi, che sono in citta’, e le installazioni all’ aperto, che si trovano in zone montane a circa 200 km dalla capitale. Un altro problema e’ la negativa situazione ambientale – con una presenza nell’ aria di particelle inquinanti 2,5 P.M. in media sei volte superiore a quella considerata tollerabile dall’ Organizzazione Mondiale della Sanita’. A favore di Pechino, secondo gli osservatori, gioca il fatto che gran parte delle strutture necessarie sono quelle gia’ usate per i Giochi del 2008, cosa che rappresenterebbe un significativo risparmio finanziario per gli organizzatori. Il Cio scegliera’ tra Pechino e Almaty alla fine di luglio, in una riunione che si terra’ a Kuala Lumpur, in Malaysia.

fonte: ANSA

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La prima scuola in lingua italiana aprira’ a Pechino nel prossimo settembre. Lo ha annunciato Carla Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children, che gestira’ la scuola. L’istituto, il primo italiano ad aprire ad est di Teheran, avra’ un asilo nido e tutte le classe elementari. In una conferenza tenuta nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, Rinaldi ha spiegato la filosofia educativa della Fondazione, che si fonda sull’immagine di un bambino e, in generale, di un essere umano portatori di forti potenzialità di sviluppo e soggetti di diritti, che apprendono, crescono nella relazione con gli altri. Si tratta di un progetto educativo globale, che viene portato avanti nelle scuole e nei nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia e al quale si ispirano scuole di tutto il mondo, basato su alcuni tratti distintivi: la partecipazione delle famiglie, il lavoro collegiale di tutto il personale, l’importanza dell’ambiente educativo, la presenza dell’atelier e della figura dell’atelierista, della cucina interna, il coordinamento pedagogico e didattico. La seconda lingua della scuola sara’ l’ inglese e il programma prevede anche un corso di cultura cinese. Molte famiglie italiane ed europee hanno gia’ espresso il loro interesse per la nuova scuola. Rinaldi ha affermato che l’esperimento in Cina è dettato dal forte interesse mostrato negli anni scorsi da educatori cinesi per la filosofia della Reggio Children. Molti dei testi della Fondazione sono stati tradotti in cinese e hanno avuto una buona diffusione, ha aggiunto.

fonte: ANSA

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Ex capo della zona di libero scambio di Shanghai indagato per corruzione

Le autorità cinesi hanno posto sotto inchiesta per corruzione l’ex vicedirettore esecutivo (di fatto l’uomo al vertice della struttura) della Free Trade Zone di Shanghai, Dai Haibo. Secondo l’agenzia Nuova Cina, l’uomo avrebbe “seriamente violato la disciplina e le leggi del partito”, una formula usata per le accuse di corruzione, e la notizia è stata diffusa sei mesi dopo la sua rimozione dall’incarico nel primo esempio del genere in Cina di area di libero scambio. Le accuse a Dai Haibo, secondo alcune fonti, verrebbero da denunce presentate alle autorità dall’ex moglie e risalirebbero al periodo nel quale era a capo del distretto Nanhui di Shanghai, dal 2003 al 2009. Nonostante le buone intenzioni governative, l’area di libero scambio di Shanghai non ha riscosso il successo sperato. Il prossimo 28 marzo è prevista una manifestazione governativa per il lancio di nuove iniziative di liberalizzazione per l’area.

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Sfida a Usa, Roma-Berlino-Parigi in banca intrastrutture e investimenti della Cina

Francia, Germania e Italia intendono diventare membri fondatori dell’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), ‘sfidando’ di fatto gli Stati Uniti contrari fin dal 2013 all’istituto creato dalla Cina potenziale rivale della Banca Mondiale, che ha base a Washington ed e’ guidata per tradizione da un americano. L’AIIB ha invece base a Shanghai e la Cina e’ il maggiore azionista. Una sfida a distanza, con gli alleati in mezzo, quella fra Washington e Pechino che riflette – riporta il Financial Times – gli equilibri e i giochi di potere nel 21mo secolo, con le due maggiori economie al mondo che cercano di imporsi ognuna a suo modo. La Cina nella consapevolezza che la sua carta piu’ importante e’ la crescita economica, gli Stati Uniti con la loro rete di trattati per la sicurezza. E in questo contesto gli alleati si trovano in una posizione scomoda: l’annuncio della partecipazione della Gran Bretagna e’ stato visto come uno schiaffo all’alleato storico americano. Il dilemma dell’adesione o meno e’ ora per Giappone, Australia, Filippine e Corea del Sud, tutti paesi che hanno trattati di sicurezza con gli Stati Uniti ma anche importanti scambi commerciali con la Cina. ”La storia dell’Asian Infrastructure Investment Bank si sta rivelando una debacle diplomatica per gli Stati Uniti”, che rischiano con la loro opposizione di sembrare ”isolati e petulanti” afferma il Financial Times. E la Cina ne trae beneficio, anche grazie al suo cambio di atteggiamento: invece dei continui scontri, Pechino preme ora sul desiderio di relazioni economiche solide nella speranza di persuadere i paesi asiatici a unirsi alla sua iniziativa e trarne guadagni in crescita. E i progetti dell’AIIB sono ambiziosi: dalla via della Seta con infrastrutture in tutta l’Asia centrale, alla via della seta marittima nei mari del sud est asiatico. La AIIB – spiega via XX Settembre – può svolgere un ruolo di rilievo nel finanziamento dell’ampio fabbisogno infrastrutturale dell’Asia. Francia, Germania e Italia, operando in stretto raccordo con i partner europei e internazionali, – aggiunge la nota del Mef – intendono lavorare con i membri fondatori della AIIB per costruire un’istituzione che segua i migliori principi e le migliori pratiche in materia di governo societario e di politiche di salvaguardia, di sostenibilità del debito e di appalti. E sono proprio gli standard di finanziamento a preoccupare gli Stati Uniti. Pur riconoscendo la necessita’ di maggiori investimenti infrastrutturali nel mondo, il Tesoro americano si dice preoccupato per i possibili piu’ bassi standard di finanziamento dell’AIIB. La nuova istituzione – mette in evidenza – dovrebbe ”incorporare gli alti standard che la comunita’ internazionale ha stabilito.

fonte: ANSA

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