Notte di scontri a Hong Kong, almeno 90 feriti e 54 arrestati

Notte di violenti scontri ad Hong Kong con almeno 54 persone arrestate e circa 90 rimaste ferite nel quartiere di Mong Kok, dove la polizia ha cercato di far sgomberare i venditori di ‘fish ball’, le polpette di pesce tipiche del Capodanno cinese, scatenando le proteste di ambulanti e attivisti. La polizia ha usato manganelli e spray al peperoncino per allontanare i manifestanti armati di pietre, bottiglie e altri oggetti recuperati per strada. Le foto che circolano in rete mostrano, inoltre, che sono stati appiccati fuochi e danneggiate auto. La tensione è notevolmente salita quando gli agenti hanno sparato due colpi in aria per disperdere la folla. Si tratta degli scontri più violenti dalla ‘rivolta degli ombrelli’, le proteste per la democrazia del 2014. Secondo le autorità, la polizia avrebbe avvertito i venditori ambulanti di lasciare il quartiere ma loro si sono rifiutati. Di solito, scrive la Bbc, c’è una sorta di tolleranza nei confronti dei venditori per le strade di Hong Kong ma quest’anno la polizia ha deciso di usare il pungo di ferro contro chi non ha le licenze. Tra i manifestanti c’erano anche gruppi ‘anti-Pechino’, tra i quali il partito ‘Youngspiration’, sceso in piazza, secondo il leader Baggio Leung, per difendere le tradizioni locali. La protesta intanto è diventata virale sul web dove l’hashtag ‘#fishballrevolution’ è tra i più seguiti.

fonte: ANSA

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Olimpionica cinese denuncia: noi obbligati ad assumere doping da nostra federazione

Un altro scandalo tocca l’atletica mondiale. L’ex olimpionica e primatista mondiale cinese, Wang Junxia, ha confessato di essere stata costretta dalla sua federazione, così come altri atleti, ad assumere doping. Le prestazioni dei cinesi da decenni hanno insinuato dubbi: atleti venuti dal nulla, sconosciuti, con fisici scolpiti,  che battono facilmente record come facilmente conquistano medaglie. Per carità, sono dubbi (come quelli che hanno coinvolto il centometrista Bingtian Su,  arrivato nono nella finalissima vinta dal solito Usain Bolt agli ultimi mondiali di atletica di Pechino 2015) ed ora spetta alla Iaaf,  la federazione mondiale di atletica, di fare chiarezza. Qui di seguito un articolo del South China Morning Post. 

 

Forced state-sponsored doping revealed by athletes who now risk loss of world records, titles and medals

PUBLISHED : Thursday, 04 February, 2016, 9:43pm

UPDATED : Friday, 05 February, 2016, 10:46am

Daniel Moss

daniel.moss@scmp.com

 

A regime of state-sponsored doping has been detailed in a letter from world record holding Chinese runner Wang Junxia and the squad of nine runners nicknamed Ma’s Army to a journalist, mainland media reports.

Wang revealed in 1995 that she and her teammates were forced to take “large doses of illegal drugs over the years”, according to a report that surfaced this week.

After inquiries from the South China Morning Post, the International Association of Athletics Federations launched a probe into Wang’s allegations.

The probe aims to verify the letter and, if proven to be from the runners, has consequences for their titles, medals and reputation.

The letter was penned two years after Wang set two world records in the 3,000 and 10,000 metre running races – marks that stand today.

She wrote about how the women on the team tried to avoid the state-run doping regime by quietly throwing away pills forced on them. But she said the coach Ma Junren would personally inject the drugs into his athletes, who became known as Ma’s army.

The letter, signed by nine teammates and revealing their anguish, was sent to a journalist named Zhao Yu, but it remained unpublished for 19 years.

 “We are humans, not animals,” said the team members in one passage.

“For many years, [he] forced us to take a large dose of illegal drugs. It was true,” they added in their letter to Zhao.

The letter was published on Tencent Sports.

“Our feelings are sorry and complex when exposing his (Ma’s) deeds,” the letter continued. “We are also worried that we would harm our country’s fame and reduce the worth of the gold medals we have worked very hard to get.”

Wang was honoured with a place in the International Association of Athletics Federations’ Hall of Fame for her “notable” achievements in 1993, when she set records in a bouquet of championships held in Tianjin, Stuttgart and Beijing.

Beijing, she took nearly 42 seconds off the 10,000 metre race record, achieving a time no runner has been able to beat in more than 20 years.

The name of the “illegal drug” was not revealed, and Wang does not appear on the Monaco-based athletics federation’s list of athletes currently banned for doping. She retired from athletics in 1997.

A spokesman for the IAAF said the organisation would seek to authenticate the letter.

“The IAAF’s first action must be to verify that the letter is genuine,” said spokesman Chris Turner. “In this respect, the IAAF has asked the Chinese Athletics Association to assist it in that process.”

According to IAAF competition rule 263.3, if an athlete makes an admission of guilt then the Association can “take action”.

After advice from the Medical and Anti-Doping Commission, an internal IAAF body, the athletes could be stripped of their titles.

Further, according to World Anti-Doping Agency rules, Wang’s admission could carry penalties such as disqualification of results, the imposition of a period of ineligibility, mandatory publication of the violation and financial sanctions.

During the mid-90s and under Ma’s coaching, Chinese track and field athletes set dozens of world records.

Ma said his intense training regime in the Tibetan alps, a ban on long hair and dating, Chinese women’s perceived capacity for ‘eating bitterness’ and his exotic elixers ofturtle blood and powdered seahorses given to his runners were behind the track success, and has consistently denied the use of performance enhancing drugs.

Wang also ruled out the use of drugs as in 2004.

But others believed in the simple answer that performance enhancing drugs were at its heart.

Two-time US Olympian PattiSue Plumer told the Chicago Tribune in 1995 that she thought drugs were involved.

“They destroyed any chance of any female human breaking those records in the next 100 years,” Plumer said.

The 1994 swimming world championships in Rome were besieged with rumours that Chinese athletes were doping as records fell, and after the national women’s swimming team appeared with deep voices and built-up physiques.

According to a team doctor, Xue Yinxian, experimenting with human growth hormones and steroids was “rampant in the 1980s”, she told Fairfax Media in Australia in 2012.

It was not just rogue individuals but a team strategy, she said.

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Giornalista scappato dalla Cina riappare dopo 22 giorni

La moglie di Li Xin, un giornalista cinese scomparso mentre cercava asilo all’estero, ha detto all’AP di aver parlato con il marito che gli ha detto di essere tornato volontariamente in Cina per le indagini. Ma la donna crede sia stato costretto a tornare indietro dalle autorità. He Fangmei ha parlato con suo marito Li Xin oggi, quando è stata chiamata in una stazione di polizia per ricevere la chiamata. Il ritorno di Li in Cina sarebbe l’ultimo esempio delle azioni di Pechino oltre i confini del paese nei confronti di coloro che sono ricercate dalle autorità. Negli ultimi tempi si sono diffusi in rete alcuni documenti che dimostrano come la Cina abbia deciso di perseguire anche oltre confine coloro che sono scappati dal paese perchè perseguitati. Li era fuggito dalla Cina nel mese di ottobre e in una intervista all’AP dall’India aveva riferito di aver lasciato la Cina perchè era stato costretto a diventare un informatore. In seguito aveva cercato rifugio in Thailandia prima di far perdere sue notizie a gennaio.

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Papa Francesco alla Cina: ammiro e rispetto il paese, il mondo non teme la sua crescita (ma neanche una parola sui diritti civili)

Il 28 gennaio, Francesco Sisci, editorialista di Asia Times, intervista Papa Francesco sulla Cina. Qui potete leggere l’intervista integrale in inglese, di seguito un sunto dell’Ansa. Quello che colpisce è che il Papa usa molte parole per definire quanto grande sia la Cina, ma neanche una parola sui diritti civili, sui lavoratori sfruttati, sulle libertà negate, sulle minoranze cancellate (in particolare tibetani e uighuri), sui cristiani arrestati così come coloro che si battono per i diritti civili. Per il paladino degli ultimi sinceramente è uno scivolone. Capisco l’interesse anche economico della Chiesa nell’entrare in Cina, ma se posso giustificare i governi degli altri paesi, non lo posso fare per il capo della Chiesa, il successore di Cristo, colui che sin dalla sua elezione al soglio ha detto di battersi per gli ultimi. Se questi però hanno gli occhi a mandorla, non ne hanno diritto.

 

“Ammiro la Cina, la sua grande cultura, la sua inesauribile saggezza”. Il Papa confessa la sua stima, il rispetto, la grande ammirazione per il popolo e la cultura cinesi in un’intervista che è di per sé un evento: un colloquio di circa un’ora concesso al quotidiano online di Hong Kong “Asia Times”, pubblicato oggi ma registrato il 28 gennaio in Vaticano, in occasione del Capodanno cinese che ricorre l’8 febbraio. E in cui il Papa, senza entrare nei temi politici o religiosi, tende direttamente la mano al colosso orientale e al suo governo, rivolgendo gli auguri allo stesso presidente Xi Jinping. “Il mondo non deve temere la rapida crescita della Cina”, dice Bergoglio nell’ampia conversazione in inglese con Francesco Sisci, che segna sicuramente un nuovo stadio nei rapporti tra Santa Sede e governo di Pechino, forse mai così avanzato da quando nel ’49 si ruppero le relazioni diplomatiche. Al contempo, infatti, vanno avanti gli incontri e i colloqui tra le delegazioni pontificie e quelle cinesi, sia a Pechino che in Vaticano, sui temi di interesse bilaterale, con al centro la spinosa questione della nomina dei vescovi, che a breve potrebbero aprire la strada a un accordo su questo tema, col riconoscimento dell’ultima parola al Papa sulla scelta dei presuli tra una rosa di nomi ‘graditi’, e a uno storico disgelo. “Per me la Cina è sempre stata un punto di riferimento di grandezza. Un grande paese – dice Francesco -. Ma più che un paese, una grande cultura con una saggezza inesauribile. Da bambino, quando leggevo qualcosa sulla Cina, questo fatto aveva la capacità di ispirarmi ammirazione. Provo ammirazione per la Cina”. Bergoglio ricorda Matteo Ricci, ricorda Marco Polo, che “portò gli spaghetti in Italia”. “E’ questa la mia impressione: grande rispetto – ribadisce -. E ancora di più, quando ho sorvolato la Cina per la prima volta (primo Papa in assoluto, nel volo per la Corea, ndr), e in aereo mi è stato detto ‘tra dieci minuti entreremo nello spazio aereo cinese e invieremo il suo saluto’, confesso di avere provato una grande emozione, cosa che di solito non mi accade. Mi sono commosso per il fatto di sorvolare questa grande ricchezza di cultura e saggezza”. Alla domanda sulla “sfida” che la crescita della Cina pone oggi al mondo, Bergoglio risponde poi che “la paura non è mai una buona consigliera”. “Non dobbiamo temere sfide di alcun genere, poiché tutti, uomini e donne, hanno in loro la capacità di trovare modi di coesistenza, di rispetto e di ammirazione reciproca. Ed è evidente che tanta cultura e tanta saggezza, e per giunta tanta conoscenza tecnologica – pensiamo solo alle antichissime tecniche mediche – non possono rimanere rinchiuse in un paese; tendono a espandersi, a diffondersi, a comunicare”. “E’ ovvio – prosegue – che quando la comunicazione avviene in tono aggressivo per difendere se stessi, ne risulta guerre, Ma non avrei paura. E’ una grande sfida mantenere l’equilibrio della pace”. Anche “Nonna Europa”, secondo Francesco, “riceve da questo antichissimo paese un contributo sempre più ricco”. E quindi “è necessario accettare la sfida e correre il rischio di bilanciare questo scambio per la pace. Il mondo occidentale, il mondo orientale e la Cina hanno tutti la capacità di mantenere l’equilibrio della pace e la forza di farlo. Dobbiamo trovare il modo, sempre attraverso il dialogo; non c’è altra via”. Il Pontefice apprezza la fine della vecchia politica cinese del figlio unico. “Un problema doloroso”, la definisce, anche per il peso familiare dei genitori e dei nonni che poi ricade su quell’unico figlio. Ma per Francesco, “la storia di un popolo è sempre in cammino: talvolta cammina più velocemente, altre volte più lentamente, altre ancora si ferma, a volte fa un errore e ritorna un po’ indietro, oppure prende il cammino sbagliato e deve ritornare sui propri passi per seguire quello giusto”. Ma “quando un popolo va avanti, la cosa non mi preoccupa perché significa che sta facendo storia. E penso che il popolo cinese stia andando avanti, ed è questa la sua grandezza”. E’ salutare, secondo Bergoglio, “assumersi al responsabilità del proprio cammino” e anche “riconciliarsi con la propria storia”. “E’ necessario – osserva il Papa – riconoscere la grandezza del popolo cinese, che ha sempre conservato la propria cultura. E la sua cultura – non sto parlando di ideologie che possono esserci state in passato – la sua cultura non è stata imposta”. Francesco ritiene anche che “la grandezza della Cina, oggi, stia nel guardare al futuro da un presente sostenuto dalla memoria dal suo passato culturale”. La conclusione, “alla vigilia del nuovo anno”, è con l’invio dei “miei migliori auspici e auguri al presidente Xi Jinping e a tutto il popolo cinese”, con la “speranza che non perda mai la consapevolezza storica di essere un grande popolo, con una grande storia di saggezza, e che ha molto da offrire al mondo”. “Il mondo guarda alla vostra grande saggezza”, chiude Bergoglio, augurando di “andare avanti per aiutare e cooperare con tutti nella cura per la nostra casa comune e i nostri popoli comuni”. E’ la prima volta in duemila anni che un Papa rivolge gli auguri a un leader cinese per il nuovo anno lunare: e di sicuro ora la Cina è più vicina.

fonte: ANSA

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Nella neonata banca asiatica per investimenti, voluta dalla Cina, ruoli importanti a Germania e Uk

La Germania si avvia a ricoprire la vicepresidenza più pesante della Aiib, la Asian Infrastructure Investment Bank fortemente voluta dalla Cina, conquistando le deleghe da chief operating officer, mentre la Gran Bretagna quelle alle comunicazioni e all’organizzazione dei meeting nella persona di Danny Alexander, molto vicino al Cancelliere dello Scacchiere George Osborne. Una scelta, quest’ultima, che, anticipata dal Financial Times la scorsa settimana, avrebbe deluso Pechino per la “debole” esperienza nel settore su cui intende focalizzarsi l’iniziativa multilaterale cinese, illustrata per la prima volta dal presidente Xi Jinping a ottobre 2013. Oltre alla Germania, tra i grandi contributori della Aiib, nel board per conto della costituency dell’Eurozona, le altre tre vicepresidenze sono ad appannaggio di India (chief financial officer), Corea del Sud (risk-affairs) e Indonesia (chief administrative officer). La ratifica delle cariche sarà sottoposta “a breve” dal presidente Jin Liqun per mettere “la banca nelle condizioni di poter operare dopo il lancio ufficiale di due settimane fa. Le posizioni – secondo fonti locali vicine all’Aiib – sono quelle tipiche di una banca multilaterale, come l’Asian Development Bank (la rivale asiatica a guida Usa-Giappone, ndr), più o meno organizzata allo stesso modo”. Tra i 12 componenti del board dei direttori, tre sono in base agli accordi costitutivi in quota extra-Asia (vale a dire “soci non regionali”): in partenza, quindi, saranno Germania quale rappresentante di Eurolandia, Gran Bretagna della costituency “resto d’Europa” e Brasile. In generale, tutti i Paesi si alterneranno nella posizione di direttore esecutivo.

 

fonte: Ansa

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In Cina finanziaria organizza truffa da 7,6 mld dollari, forse la piu’ grande della storia

La polizia cinese ha arrestato 21 impiegati della piu’ grande finanziaria online del paese, sospettati di aver truffato 900.000 investitori per un cifra complessiva di 7,6 miliardi di dollari, in quella che potrebbe essere la piu’ grande frode finanziaria della storia cinese. I media hanno diffuso la notizia degli arresti ieri e la tv di stato CCTV ha trasmesso le presunte confessioni di due ex impiegati della Ezubao, un team della provincia di Anhui salito dall’anonimato fino a divenire la piattaforma di finanziamenti on line piu’ importante della Cina in soli 18 mesi. Gli inquirenti hanno scoperto che circa il 95% degli investimenti offerti dalla Ezubao erano falsi. Il business degli investimenti online ha attratto in Cina fiumi di denaro specie dalla classe media.

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Produzione industriale della Cina più bassa dal 2012

La produzione industriale in Cina e’ scesa in gennaio al livello piu’ basso dal 2012 a questa parte. Lo dice una stima ufficiale diffusa da responsabili degli acquisti delle aziende, che fissa la caduta dell’indice a 49,4 dal 49,7 di dicembre, in una scala di 100 punti nella quale le cifre sotto 50 significano una contrazione. E’ l’ennesimo segnale di debolezza per la seconda economia mondiale, che pochi giorni fa aveva fatto gia’ segnare la sua crescita annuale piu’ lenta degli ultimi 25 anni.

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