La Banca Centrale della Cina taglia il tasso di riserva obbligatoria delle banche. La seconda volta nell’anno

La banca centrale cinese ha annunciato il taglio delle riserve obbligatorie delle banche di un punto percentuale, il secondo atto del genere quest’anno. La misura sarà attiva da domani, alcuni giorni dopo la diffusioni dei dati sul primo trimestre dell’anno, il peggiore periodo da sei anni. Lo scorso 4 febbraio, il taglio delle riserve obbligatorie era stato di mezzo punto percentuale (al 19,5 per le grandi banche e al 16 per le piccole) e rappresentava il primo taglio del genere da maggio 2012. Con questa mossa, la banca centrale cinese spera che le banche possano mettere nel mercato più soldi (almeno 194 miliardi di dollari) sotto forma di prestiti e favorire i consumi. I dati sull’economia cinese diffusi la scorsa settimana, hanno mostrato che il gigante asiatico è cresciuto del 7% nel primo trimestre dell’anno, il livello più basso dalla crisi finanziaria del 2009.

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Rallenta la crescita in Cina nel primo trimestre del 2015, +7% (un lusso per gli altri paesi)

Rallenta la crescita cinese nel primo trimestre dell’anno. Secondo i dati diffusi stamattina dall’istituto nazionale di statistica di Pechino, nei primi tre mesi del 2015 si è registrata una crescita del 7%, in ribasso dal 7,3% dell’ultimo trimestre del 2014. Il dato rappresenta uno dei peggiori degli ultimi anni. Cala anche la produzione industriale. Nel primo trimestre dell’anno, la crescita è stata del 6,4% contro l’8,7% dell’anno scorso e il quasi 10% di dicembre. A marzo l’aumento si è fermato al +5,6%. In parte, il rallentamento e’ stato voluto dalle autorità, che stanno cercando di pilotare l’ economia verso una minore dipendenza dalle esportazioni e uno sviluppo più forte del mercato interno. Nei mesi scorsi, Pechino ha tagliato per due volte i tassi d’ interesse e molti economisti si aspettano nuove misure di stimolo. “Ci stiamo ancora basando su un motore di crescita tradizionale e quello si sta indebolendo”, ha spiegato Sheng Laiyun, portavoce dell’ Ufficio centrale di statistica di Pechino in una conferenza stampa. ‘Siamo in un momento di transizione tra un vecchio e un nuovo modello di crescita”, ha sottolineato. In marzo il premier cinese Li Keqiang aveva parlato di una “nuova normalita'”, in base alla quale non bisogna aspettarsi nei prossimi anni tassi di crescita dell’ economia superiori al 7 o 7,5 per cento.

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in Cina crolla il commercio estero a marzo, -13,5%

I dati del commercio estero cinese restano “anemici” nei primi 3 mesi, come scrive l’agenzia Nuova Cina citando l’agenzia generale delle dogane cinesi. A marzo, dopo qualche segno di miglioramento, gli statistici cinesi hanno registrato un grande calo, con il volume degli scambi con l’estero calati del 13,5% rispetto all’anno scorso a 1,76 trilioni di yuan (286,6 mld dlr). A febbraio, c’è stato un aumento dell’11,3%, a gennaio del 10,8%. Nel trimestre c’è stata una diminuzione del 6%, a 5.540 miliardi di yuan, con le esportazioni in aumento del 4,9% e le importazioni in calo del 17,3% secondo i dati dell’agenzia generale delle dogane. A marzo, secondo gli stessi dati, rispetto all’anno precedente, le esportazioni cinesi sono crollate del 14,6% dopo un aumento del 48,9% a febbraio. Le importazioni sono calate del 12,3%, poco sotto le previsioni (11,7%) e dopo la caduta del 20,5% nel mese precedente. Il surplus commerciale è pari a 3,08 miliardi di dollari contro una previsione di 43,8 miliardi dollari. La Cina ha ridotto il suo target annuale del commercio estero a circa il 6% nel 2015 dal 7,5% del 2014.

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Arrestati in Cina due sacerdoti della chiesa sotterranea

Due preti cattolici della cosiddetta “chiesa sotterranea” in Cina sono stati presi in consegna dalla polizia subito dopo una funzione religiosa domenica scorsa. Lo scrivono fonti cristiane cinesi. I due, padre Quan Xiaoyun e padre Cao Jianyou della parrocchia di Mundanjiang, nella città nordorientale di Harbin, avevano appena finito di dare la benedizione dopo una funzione celebrata in una casa privata adibita a luogo di culto clandestino, quando sono stati arrestati con l’accusa di servizio religioso illegale in luogo di culto non registrato. L’ordinazione e lo stato clericale dei due, non sono riconosciuti dalle autorità cinesi. Dopo un interrogatorio nella vicina stazione di polizia, i due sacerdoti sono stati portati in un luogo segreto.

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India: stima Adb, pil 2015-16 crescerà più della Cina

Il pil dell’India crescerà 7,8% nell’anno fiscale 2015-2016, superando quello della Cina, una tendenza che si rafforzerà nel successivo 2016-2017. Lo ha sostenuto oggi la Banca di sviluppo asiatica (Adb). Nel suo studio annuale di previsione dell’andamento dell’economia asiatica, riferisce l’agenzia di stampa Pti, la Adb sostiene che grazie all’agenda di riforme strutturali del governo e ad una migliorata domanda esterna, la crescita e la fiducia degli investitori indiane miglioreranno. Dopo aver ricordato che nell’anno fiscale che si conclude il 31 marzo l’India crescerà del 7,4%, la banca prevede che nel successivo si raggiungerà il 7,8%, e nel seguente l’8,2%. Per quanto riguarda la Cina, invece, la Adb prevede che dall’attuale 7,4 scenderà al 7,2% (2015-2016) e poi al 7% (2016-2017). Le stime della Banca asiatica per il prossimo anno fiscale indiano, nota infine l’agenzia, sono inferiori all’8-8,5% proposto dal governo di Delhi, ma superiori al 7,5% previsto dal Fondo monetario internazionale (Fmi).

fonte: ANSA

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Onorificenza per Ai Weiwei da Amnesty, ma lui non può ritirarla

L’artista e dissidente cinese Ai Weiwei ha ricevuto un’onorificenza da Amnesty International, che ne ha sottolineato il ruolo che ha svolto nella battaglia per il rispetto dei diritti umani in Cina. Il riconoscimento, l’Ambassador of Conscience Award, e’ stato assegnato anche alla musicista americana Joan Baez, che dagli sessanta e’ si batte per i diritti civili nel suo Paese e a livello internazionale. Ai, ringraziando, ha ricordato le responsabilita’ alle quali come artista si sente obbligato, in particolare in un momento nel quale la repressione in Cina sembra aggravarsi. Ai Weiwei, 57 anni, uno degli artisti piu’ popolari del Paese, ha poi rimarcato: “Noi tutti dobbiamo assumerci delle responsabilità”. Ai e’ stato detenuto illegalmente per quasi tre mesi nel 2011. In seguito e’ stato rilasciato senza essere accusato formalmente di alcun reato, ma una delle sue societa’ e’ stata accusata di evasione fiscale. L’ artista era entrato in rotta di collisione con le autorita’ comuniste per aver difeso le vittime del terremoto del Sichuan del 2008, che accusavano costruttori legati ai politici locali di aver usato materiali scandenti per edificare scuole nella regione provocando indirettamente la morte di migliaia di ragazzi. Dal 2011 Ai Weiwei non ha il passaporto e ha affermato di non essere sicuro di potersi recare in maggio a Berlino per ricevere l’onorificenza.

fonte: ANSA

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Olimpiade invernale 2022; Pechino in lizza, proteste

Una commissione del Comitato Olimpico Internazionale ha cominciato oggi le visite alle installazioni e impianti di Pechino, una delle due citta’ che sono in corsa per ospitare l’Olimpiade Invernale del 2022. La capitale cinese si batte contro Almaty, nel vicino Kazakhstan, che gia’ e’ stata visitata dalla Commissione. Pechino sarebbe la prima citta’ ad ospitare sia i Giochi estivi che quelli invernali. Decine di gruppi per i diritti umani – tra i quali una coalizione di diverse organizzazioni di tibetani in esilio – hanno denunciato la situazione dei diritti umani e delle minoranze etniche in Cina. La Regione Autonoma del Tibet e gran parte delle altre aree a popolazione tibetana del Paese sono chiuse agli osservatori stranieri dal 2008, quando una rivolta anticinese causo’ la morte di circa 200 persone. Una situazione analoga si ha nel Xinjiang, la regione abitata dalla minoranza uighura. Gli attivisti fanno notare che negli ultimi anni la situazione in Cina e’ peggiorata, a detta di tutti gli osservatori indipendenti della situazione. Wang Hui, portavoce del comitato organizzatore, ha ribattuto oggi sottolineando che il tenore vita di tutti i cittadini cinesi e’ aumentato negli ultimi anni e ha accusato “alcuni individui” che non fanno altro che “curare i loro interessi” di drammatizzare la situazione ad arte per colpire la Cina. A parte i diritti umani, ci sono altri ostacoli per i Giochi Invernali a Pechino. In primo luogo la distanza tra gli stadi chiusi, che sono in citta’, e le installazioni all’ aperto, che si trovano in zone montane a circa 200 km dalla capitale. Un altro problema e’ la negativa situazione ambientale – con una presenza nell’ aria di particelle inquinanti 2,5 P.M. in media sei volte superiore a quella considerata tollerabile dall’ Organizzazione Mondiale della Sanita’. A favore di Pechino, secondo gli osservatori, gioca il fatto che gran parte delle strutture necessarie sono quelle gia’ usate per i Giochi del 2008, cosa che rappresenterebbe un significativo risparmio finanziario per gli organizzatori. Il Cio scegliera’ tra Pechino e Almaty alla fine di luglio, in una riunione che si terra’ a Kuala Lumpur, in Malaysia.

fonte: ANSA

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