Scazzi tra Cina e Giappone per negazionismo del sindaco di Nagoya

La Cina ha presentato una formale protesta al Giappone in risposta alle dichiarazioni del sindaco di Nagoya che ha negato il massacro di Nanchino del 1937 nel quale morirono 300.000 persone. E’ stato il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Hong Lei, ad annunciare la protesta del suo governo. Takashi Kawamura, sindaco di Nagoya, incontrando lunedi’ una delegazione proveniente dalla citta’ cinese di Nanchino ha detto che ”probabilmente il massacro non e’ avvenuto” scatenando le ire dei cinesi. La ferita e’ ancora aperta, da quando, nel dicembre 1937, i giapponesi che occupavano la citta’ di Nanchino secondo fonti storiche si resero protagonisti di omicidi, stupri e saccheggi. Le cifre delle vittime sono sempre state smentite dai giapponesi. Nanchino e Nagoya sono gemellate dal 1978 e dopo le affermazioni del sindaco della citta’ giapponese, il governo di quella cinese, dove si trova anche un monumento alle vittime del massacro, ha deciso di interrompere qualsiasi contatto con la citta’ nipponica. Su internet ci stanno scatenando le proteste di molti internauti cinesi che fomentano il sentimento nazionalista anti-giapponese in Cina.

1 commento

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Una risposta a Scazzi tra Cina e Giappone per negazionismo del sindaco di Nagoya

  1. mi preoccupa che nel 2012 un politico si permetta di negare una cosa del genere(e non é l’unico nel mondo) e che si stia ancora a covare odio per una cosa successa nel 1937 per quanto tragica e vergognosa

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