Per la crisi in un mese chiuse oltre 200 aziende in Zhejiang

La crisi si fa sentire anche in Cina. Oltre 200 aziende hanno chiuso lo scorso mese nella provincia orientale cinese dello Zhejiang, una di quelle da sempre piu’ importanti per l’economia del Paese. Secondo quanto ha detto all’agenzia Nuova Cina un funzionario del governo locale, Huang Yaping, le difficolta’ economiche che hanno portato alle chiusure hanno riguardato circa il 3,66% delle aziende, mentre le altre sono ancora in buone condizioni. Tra le chiusure, l’83,66% ha riguardato imprese piccole e medie che si sono trovate ad affrontare il problema della diminuzione della domanda, specie da parte dei mercati esteri, e quello dell’aumento del costo del lavoro. Nei mesi scorsi diversi uomini di affari dello Zhejiang, specie nella citta’ di Wenzhou (da dove partono la maggior parte dei cinesi che vivono in Italia), trovandosi sommersi dai debiti, sono scappati all’estero o si sono suicidati temendo di non essere capaci di pagare i debiti a banche o, piu’ spesso, agli usurai a cui si erano rivolti. Per cercare di far fronte alla situazione il governo ha deciso di intervenire offrendo alle imprese incentivi e dilazioni per il pagamento delle tasse.

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