Futuro del lusso? In Cina anche per brand minori

Evoluzione nell’acquisto e nelle scelte dei consumatori, produzione, distribuzione ed investimenti in Cina, ma anche le strategie che le piccole e medie imprese devono utilizzare per entrare nel mercato cinese. Sono queste le principali tematiche affrontate al convegno Milano Fashion Global Summit, organizzato da Class Editori, che si sta svolgendo oggi nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Dopo il saluto del sindaco di Firenze Matteo Renzi, sul palco i protagonisti delle grandi aziende del Made in Italy e i loro interlocutori asiatici. “I grandi brand – dice Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia (SMI) – sono già presenti nel mercato cinese, la nostra mission è quella di sostenere i middle brand che non possono entrare da soli in un mercato di queste dimensioni. E’ per questo che abbiamo aperto un ufficio a Shangai, un supporto nella partecipazione alle fiere e nel trovare rapporti locali”. Anche Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, confronta le piccole imprese con le grandi. “E’ chiaro – ha detto Boselli – che in futuro le grandi imprese che esportano non avranno grossi problemi, ma le piccole imprese che non esportano dovranno puntare tutto sulla qualità. A marzo 2012 porteremo Mi Milano Moda Showroom a Beijing, con una delegazione di 30-40 aziende di media grandezza”. Patrizio di Marco, Ceo di Gucci, ha evidenziato come è cambiata la dinamica d’acquisto dei consumatori cinesi. “Gucci – ha detto di Marco – è entrata nel mercato cinese nel 1997, da allora c’é stata un’evoluzione verso l’alto nelle scelte dei consumatori. Sono informati, hanno un alto livello culturale, cercano sempre più prodotti di fascia più alta. Sono sempre di più i consumatori cinesi che scelgono prodotti in pelle rispetto a quelli logati. Molti anche i consumatori indiani, che viaggiano e acquistano oggi in prevalenza all’estero. L’India è un mercato nel quale siamo già presenti, dove siamo stati pionieri, e dove continueremo a investire”. L’heritage e l’autenticità sono fondamentali anche per Michele Norsa, ad di Ferragamo: ‘Il consumatore asiatico e’ giovane, ricerca il Made in italy, la qualità e l’autenticità. Ad oggi siamo fortemente presenti in Cina, con ben 58 negozi. Non scordiamo la potenza di internet, in Cina ogni giorno sono connesse circa 500 milioni di persone. Anche qui la nostra presenza deve essere forte.” Renzo Rosso, patron di Diesel, affida il suo pensiero ad un videomessaggio. “La Cina è il mercato più affascinante possibile, cresce ad una velocità senza paragoni. Per affrontare questo mercato è necessario collocarsi più in alto possibile, usare diverse strategie di comunicazione e advertising, senza scordare il web, una vera potenza nel territorio cinese”. Questa mattina Class Editori ha anche firmato un accordo con l’agenzia di stampa cinese Nuova Cina, che prevede la collaborazione nella diffusione delle informazioni e lo sviluppo di un canale televisivo che racconti la Cina in Italia e viceversa.

fonte: ANSA

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