Prove di campagna elettorale alla cinese

Il candidato Gui Qingjie risponde con pazienza alle domande degli elettori, riuniti in una sala della stazione di polizia di Huang Cun, un villaggio-quartiere alla periferia di Pechino. ”I delegati del popolo sono eletti dal popolo e per il popolo – declama Gui, un uomo piccolo e dall’ apparenza modesta di 46 anni -, e mettero’ gli interessi del popolo al primo posto…”. Prove di democrazia con caratteristiche cinesi. Gia’, perche’ Gui e’ anche da qualche anno il locale segretario del Partito Comunista Cinese, circostanza che rende sicura la sua elezione. La sala e’ piena, con Gui ci sono altri due candidati alle elezioni per il Congresso del Popolo di Pechino, due donne. Dai Congressi del Popolo locali, salendo ad ogni tornata nella scala della piramide del sistema politico cinese, usciranno i deputati dell’ Assemblea Nazionale del Popolo, l’ organismo piu’ simile ad un Parlamento occidentale che esista in Cina. Prove di democrazia in un Paese nel quale i detenuti politici sono migliaia (20-25mila secondo le stime delle organizzazioni umanitarie internazionali) tra cui il premio Nobel per la pace Liu Xiabo, che sta scontando una condanna ad 11 anni di prigione per aver promosso apertamente un sistema pienamente democratico. La ”township” di Huang Cun consiste di sette villaggi ”urbani”, cioe’ inglobati nella sterminata municipalita’ di Pechino, che ha oltre 20 milioni di abitanti. Per raggiungerlo in autobus dal centro della metropoli ci vuole un’ ora, durante la quale c’ e’ traccia di campagna. Capannoni, cantieri, centri commerciali sono tutto quello che si vede. ”Tutti i cittadini possono presentarsi, basta che raccolgano dieci firme di sostegno… io ne ho avute 700”, spiega Gui dicendo una mezza verita’. Se infatti e’ vero che quella e’ la lettera della legge, e’ altrettanto vero che le candidature devono essere approvate dalla commissione elettorale competente. E le commissioni elettorali sono composte esclusivamente da membri del Partito. Quest’ anno alcuni candidati ”indipendenti” hanno provato a presentarsi, spesso usando Internet per autopromuoversi al di fuori dei canali ufficiali. Molti di loro hanno avuto guai con la polizia, altri si sono ritirati ”spontaneamente” dalla competizione. Difficilmente qualcuno di loro sara’ eletto. Le elezioni per i Congressi del Popolo locali avvengono ogni cinque anni. Dieci anni fa, in un quartiere centrale di Pechino, fu eletto un giovane e brillante avvocato di nome Xu Zhiyong. La sua elezione fu annunciata trionfalmente dalla stampa governativa e portata ad esempio dell’ avanzare, seppur lento, della democrazia in Cina. In seguito Xu fu tra i promotori del cosidetto ”movimento degli avvocati” e tra i fondatori dell’ organizzazione non governativa Costituzione Aperta, che si sono battuti per il rispetto della legge da parte di tutti gli organi dello Stato, oltreche’ dei cittadini. Nel 2009, dopo aver trascorso un mese in prigione per evasione fiscale, Xu fu rilasciato e Costituzione Aperta multata di 1,4 milioni di yuan (circa centomila euro). Da allora e’ ridotto al silenzio, come gli altri avvocati del movimento, alcuni arrestati, altri ”spariti” o messi in condizione di non svolgere alcuna attivita’. A Huang Cun le elezioni si terranno l’ 8 novembre, hanno diritto a parteciparvi 5082 elettori registrati.

fonte: ANSA

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