La doppia vita dell’abate del monastero buddista di Shaolin

Santo o peccatore? L’interrogativo che sta animando l’interesse di molti cinesi sui giornali e in rete riguarda l’abate di uno dei monasteri più famosi al mondo, quello di Shaolin, nella provincia dell’Henan, uno dei più importanti centri del buddhismo e orgoglio della Cina. Il religioso è accusato di avere una doppia vita. Nei giorni scorsi su diversi siti internet e in vari microblog si era sparsa la voce che Shi Yongxin, trentesimo abate di Shaolin, avrebbe da diverso tempo un’amante, una giovane laureata di Pechino. Una relazione che, stando a quanto si dice in rete, andrebbe avanti da tempo, se è vero che i due avrebbero anche avuto un figlio, che ora si troverebbe in Germania. Notizie che stanno minando seriamente l’immagine seria e compassata del tempio. Ma il gossip sull’abate non finisce qui: informazioni riprese da quanto detto durante una trasmissione radiofonica tedesca parlano anche di ricchezze nascoste, di auto di lusso e di ville negli Stati Uniti e in Germania. Si parla di somme che superano i 3 miliardi di dollari trasferite su conti all’estero. Shi è stato visto a bordo di auto di lusso e usare un Ipad. Mesi fa era stato al centro di un altro scandalo quando si seppe che era stato fermato dalla polizia per essere stato sorpreso con delle prostitute. Tutto in quell’occasione fu poi messo a tacere. L’abate, fecero sapere dal tempio, si era si recato da una prostituta ma solo perché lei aveva richiesto un esercizio buddhista, non per sesso. E il popolo di internet in Cina si spacca, come spesso accade in questi casi, tra innocentisti e colpevolisti. “Io non credo che Shi, un abate così conosciuto e apprezzato nel suo ambiente, – scrive un microblogger che si firma Nantanxiaoyu – possa essere coinvolto in faccende di questo genere, sebbene qualche dubbio possa sorgere specialmente perché le informazioni circa la sua presunta amante e le sue proprietà all’estero sono molto accurate e quindi anche attendibili”. In molti propendono a credere alle notizie, argomentando che i dettagli sono troppi perché possa trattarsi di invenzioni. Il tempio di Shaolin, intanto, si stringe attorno al suo abate e offre una cospicua somma in denaro (fino a 50.000 yuan, oltre 5.000 euro) a chi sarà in grado di fornire elementi in grado di chiarire la faccenda. In un comunicato, il comitato che lo gestisce ha scritto che “le notizie che si stanno diffondendo sono assolutamente prive di fondamento e stanno creando danni sia all’abate che all’immagine generale del centro”. Ma è un fatto che l’abate Shi Yongxin, rispetto ai suoi predecessori, si è distinto per un’impronta diversa. E’ accusato di pensare troppo al denaro e di voler trasformare il tempio in un business, alienandosi il favore di molti. Sotto la sua direzione è stata aperta una nuova farmacia, sono stati organizzati corsi di kung fu all’estero. Tutte cose che, a giudizio di alcuni, poco avrebbero a che fare con la spiritualità e la tranquillità per cui il tempio era famoso.

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