Nuove immagini registrate dai satelliti e recenti testimonianze di ex-detenuti politici indicano che i campi di lavoro nella Corea del Nord sono stati ingranditi e che ospitano oggi circa 200mila persone che vivono in condizioni ”orribili”. Lo afferma in un rapporto diffuso oggi l’ organizzazione umanitaria Amnesty International (Ai). Commentando il rapporto Sam Zarifi, responsabile dell’organizzazione per l’ Asia/Pacifico, ha sfidato il governo di Pyongyang ad ammettere l’ esistenza dei campi, che ha sempre ostinatamente negato. ”La Corea del Nord non puo’ continuare a negare l’ innegabile”, ha detto. ”Per decenni le autorita’ si sono rifiutate di ammettere l’ esistenza di campi di detenzione di massa. Si tratta di luoghi invisibili per il resto del mondo, dove tutto l’ arco di misure di protezione dei diritti umani che la legge internazionale ha cercato di elaborare negli ultimi 60 anni vengono ignorati”. Ai sostiene che paragonando le foto piu’ recenti a quelle scattate negli anni scorsi le dimensioni dei campi risultano aumentate. Secondo testimonianze di ex-detenuti e, in un caso, di un ex-secondino che sono riusciti a fuggire in Corea del Sud, i campi si trovano nelle province del Sud Pyongan, Sud Hamkyung e Nord Hamkyung, nel centro e nel nordest del Paese. Vi vengono inviati soprattutto i colpevoli di reati ”politici”, cioe’ tutti coloro che manifestano disaccordi di qualsiasi tipo col Partito dei Lavoratori, il partito unico comunista che governa il Paese dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Vittime dei campi di lavoro sono anche i parenti dei dissidenti, ritenuti anch’ essi colpevoli in base ad un concetto di responsabilita’ collettiva per i consanguinei che ha le sue radici nella societa’ feudale confuciana. Jeong Kyoungil, che e’ fuggito in Corea del Nord dopo aver trascorso tre anni, dal 2000 al 2003, nel ”campo n.15”, ha raccontato che le torture e le esecuzioni sono quotidiane. I detenuti, ha aggiunto, sono costretti a lavorare fino a 18 ore al giorno nutrendosi con una razione di due etti di farina di orzo al giorno. ”Al contrario di una societa’ normale – ha raccontato – la morte di una persona non provoca tristezza ma gioia, perche’ chi aiuta a trasportare e a seppellire il cadavere ottiene una razione extra di cibo”. Il leader nordcoreano Kim Jong-il, che ha 70 anni e non gode di buona salute, ha iniziato il processo che lo portera’ a cedere il potere al suo terzo figlio Kim Jong-un, di 27 anni. Il fatto che sia in corso il delicato processo di successione, secondo Amnesty, rende ”ancora piu’ preoccupanti”, le notizie che indicano un aumento dei detenuti nei campi di lavoro. Secondo il governo sudcoreano i prigionieri sono almeno 150mila, mentre la cifra di 200mila – ripresa da Ai – e’ stata indicata dalla Commissione sudcoreana per i diritti umani.
fonte: ANSA


